A Torino nasce Barriera Beat: l’orchestra di 50 ragazzi che sta cambiando il volto di Barriera di Milano
L'orchestra giovanile nata nel quartiere torinese riunisce giovani musicisti, insegnanti e ragazzi con disabilità. L'assessora Salerno: «Mi piacerebbe che diventaste l'orchestra della Città»
I tuoi preferiti
Salva questo articolo e leggilo quando vuoi. Il servizio è dedicato agli utenti registrati.
Non hai un account? Registrati in 1 minutoAccediHai salvato un nuovo articolo
Trovi tutti gli articoli salvati nella tua nella sezione preferiti e sull'app Corriere News.
A Torino nasce Barriera Beat: l’orchestra di 50 ragazzi che sta cambiando il volto di Barriera di Milano
di Luca CastelliL'orchestra giovanile nata nel quartiere torinese riunisce giovani musicisti, insegnanti e ragazzi con disabilità. L'assessora Salerno: «Mi piacerebbe che diventaste l'orchestra della Città»
Compiuti nel 2025 i primi dieci anni di vita, l’associazione Estemporanea continua a crescere attraverso il progetto Barriera Beat, un’orchestra giovanile formata da ragazzi tra i 6 e i 14 anni, per la maggior parte residenti in Barriera di Milano a Torino. Presentata ieri mattina con una prova aperta al pubblico nella sala «La Boule» di via Courmayeur, abituale scrigno di sogni e musica di Estemporanea, la piccola grande orchestra debutterà in trasferta ad alta quota sabato 11 luglio al festival Contaminazioni di Frabosa Soprana, sopra Mondovì.
«Barriera Beat è composta da oltre 50 giovani musicisti», racconta Lucia Margherita Marino, demiurga di Estemporanea e direttrice artistica di Contaminazioni. «Il sessanta per cento abita a Barriera, mentre il resto viene dalle altre aree di Torino e dall’hinterland». Il progetto è una sorta di evoluzione dei corsi musicali che da anni si tengono nell’associazione. «La stessa orchestra è un vero e proprio corso, con i ragazzi che si trovano una volta a settimana».
Durante la prova di ieri, si notavano anche alcuni fuori quota in mezzo ai ragazzi: tra gli archi, i fiati, le tastiere, le percussioni. «Sono i nostri insegnanti, che aiutano i musicisti soprattutto durante le prove e — se ce n’è bisogno — ai concerti. A quest’età, è inevitabile». Alcuni di loro hanno una funzione doppiamente speciale, come Elena Saccomandi, che segue i ragazzini con disabilità psicologiche, anch’essi parte vibrante della neonata orchestra.
«Il nome è legato al quartiere, ma non solo», dice Marino. «Come tutte le iniziative di Estemporanea, anche questa nasce con il desiderio di andare contro tutte le barriere». Alcune sono ancora da raggiungere, valicare, abbattere. Sempre a giudicare dalla prova aperta, in cui l’orchestra non era al completo, Barriera Beat presenta un coefficiente più «bianco» e meno multietnico della zona di Torino in cui nasce. Le ragioni sono molteplici, soprattutto culturali, a cominciare dalla distanza tra la musica classica al centro dell’azione di Estemporanea e le tradizioni delle varie comunità che animano il territorio, in particolare quella afrodiscendente. «Ma facciamo progressi, abbiamo tanti ragazzi le cui famiglie sono originarie dell’Europa orientale e nell’orchestra ci sono i primi bambini cinesi, provenienti da una comunità storicamente molto chiusa». Senza dimenticare Nancy Orobor, la percussionista di origini nigeriane che oggi studia al Conservatorio e che — cresciuta in Estemporanea — rappresenta probabilmente la stellina più luminosa per raccontarne la decennale storia di inclusività, arte e cultura. A 21 anni non ha più i requisiti anagrafici per far parte di Barriera Beat, ma segue il progetto come docente.
L’11 luglio il viaggio dell’orchestra inizierà nella Sala Polivalente di Frabosa con «Favole al telefono», concerto-spettacolo ispirato all’omonimo libro di Gianni Rodari, in cui le storie prenderanno vita grazie all’attrice Maria Grazia Solano, mentre Barriera Beat — diretta da Giacomo Pomati — fornirà un accompagnamento musicale anch’esso piuttosto propenso ad abbattere steccati, dall’Ottocento romantico al Novecento delle colonne sonore. Nel frattempo, l’agenda inizia a riempirsi: a ottobre c’è un concerto per la riapertura dei vicini di casa del circolo Anatra Zoppa, altri seguiranno durante i Graphic Days, dentro Edit e a dicembre per festeggiare Santa Lucia, con il timone dell’orchestra affidato prima a Giampaolo Lopresti e da gennaio a Barbara Sartorio. E le prospettive potrebbero estendersi presto anche oltre i confini di Barriera. «Il vostro progetto è entusiasmante», ha detto ieri ai neo-orchestrali Carlotta Salerno, assessora della Città di Torino con deleghe alle periferie e alle politiche giovanili. «Noi collaboriamo già con molte realtà di formazione musicale, ma vi prometto che vi chiameremo e coinvolgeremo spesso. Mi piacerebbe che diventaste l’orchestra giovanile della Città».
Vai a tutte le notizie di Torino
Iscriviti alla newsletter di Corriere Torino
30 giugno 2026
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Kappa Futur Festival, il Parco Dora si fa bello: lavori di manutenzione in vista dell'apertura
La kermesse internazionale di musica elettronica di scena dal 3 luglio
LA PRIMA PAGINA DI OGGI