Da tutto il mondo a Torino per il Kappa FuturFestival: un giro d’affari di 30 milioni di euro
Dal 3 al 5 luglio il Parco Dora ospiterà l’edizione 2026 dell’Erasmus della musica elettronica: migliaia di giovani riempiranno alberghi, bed and breakfast, appartamenti e ristoranti. Lo scorso anno 120 mila partecipanti
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Da tutto il mondo a Torino per il Kappa FuturFestival: un giro d’affari di 30 milioni di euro
di Nicolò Fagone La ZitaDal 3 al 5 luglio il Parco Dora ospiterà l’edizione 2026 dell’Erasmus della musica elettronica: migliaia di giovani riempiranno alberghi, bed and breakfast, appartamenti e ristoranti. Lo scorso anno 120 mila partecipanti
Ancora qualche giorno di pazienza e poi Torino tornerà a trasformarsi in una delle capitali mondiali della musica elettronica. Dal 3 al 5 luglio il Parco Dora ospiterà l’edizione 2026 del Kappa FuturFestival, un appuntamento che negli ultimi anni si è affermato come uno dei principali motori del turismo internazionale del capoluogo piemontese. Solo l’anno scorso l’evento ha accolto oltre 120 mila partecipanti, un risultato da record.
A colpire non è soltanto il volume delle presenze, ma soprattutto la loro provenienza. Migliaia di giovani arrivano da Europa, Stati Uniti, Sud America, Asia e Australia, riempiendo alberghi, bed and breakfast, appartamenti e ristoranti sparsi in tutta la città. L’impatto economico è altrettanto significativo. Gli organizzatori stimano in circa 30 milioni di euro la ricaduta sul territorio, una cifra che comprende ospitalità, ristorazione, trasporti, commercio e servizi. La scelta di Parco Dora poi, ex area industriale trasformata in spazio urbano, rafforza l’immagine contemporanea di Torino, lontana dagli stereotipi della città esclusivamente industriale e sempre più riconosciuta come destinazione culturale e creativa. Anche la visibilità internazionale ha numeri rilevanti. Secondo gli organizzatori, l’edizione 2025 ha raggiunto oltre 110 milioni di utenti attraverso media e piattaforme digitali, offrendo a Torino una promozione globale difficilmente ottenibile con campagne di comunicazione tradizionali.
L’edizione 2026 punta ora a confermare questi risultati. Le aspettative sono di un nuovo tutto esaurito, con migliaia di arrivi già programmati nelle settimane precedenti grazie alle prenotazioni effettuate con largo anticipo. «Per ora le presenze registrano un +5% — racconta Maurizio Vitale, cofondatore del festival e presidente (uscente) di Turismo Torino e Provincia — e superiamo i 150 Paesi di provenienza. Il 32% dei biglietti venduti sono andati ai turisti stranieri e il 10% arriva fuori dai confini europei. Considerando che siamo a luglio e Torino non ha il mare, parlerei di un piccolo miracolo. Senza contare la crisi dei consumi. Eppure, per tre giorni, saremo più ambiti di Ibiza, senza alcun impatto sulle finanze pubbliche e con 16 after party».
E oltre alle ricadute economiche e di visibilità, secondo Vitale, ciò che emergerà da Parco Dora sarà anche un messaggio politico. «Arriveranno giovani da tutti i continenti, un’ampia rappresentanza dell’umanità. Il Kappa è diventato l’Erasmus della musica elettronica, un intrattenimento intelligente capace di abbattere ogni barriera. Una richiesta di pace, chi balla oggi non fa la guerra domani».
Un’invasione di giovani pronti per essere ospitati dagli alberghi e ristoranti della città. «La clientela è giovane, ma anche altospendente — commenta Maria Luisa Coppa, presidente di Ascom Torino e provincia — parliamo di under 40 che non badano a spese già solo per raggiungere la nostra città. Il Kappa è davvero un evento internazionale e andrebbe valorizzato maggiormente, complimenti ai privati che hanno creduto in questa idea. Le nostre attività ricettive sono già piene, dagli hotel al mondo della ristorazione».
«Rispetto al Salone del Libro, del Gusto o dell’Auto attiriamo un target diverso — aggiunge Enzo Nettis, presidente di Confesercenti Torino — e questo è sicuramente un punto di forza. Se alberghi e ristoranti aumenteranno i fatturati, però, a fare cassa saranno soprattutto minimarket e b&b. Ma la torta è abbastanza grande per tutti».
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30 giugno 2026
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