Maestri di stile coreani
L'Onda culturale che arriva da Seul lambisce ormai anche i territori della moda e del design. Marchi come Matin Kim o Cheyul hanno una filosofia comune: cercare l'ispirazione nelle forme più tradizionali del Paese senza dimenticare la necessità di aggiornare temi e linee
martedì 30 giugno 2026
Maestri di stile coreani
L'Onda culturale che arriva da Seul lambisce ormai anche i territori della moda e del design. Marchi come Matin Kim o Cheyul hanno una filosofia comune: cercare l'ispirazione nelle forme più tradizionali del Paese senza dimenticare la necessità di aggiornare temi e linee
di PAOLO SALOMModa e design rimano con Italia: chi potrebbe negarlo? Eppure anche un Paese quasi agli antipodi, e in effetti speculare al nostro, comincia a dire la sua. C’è un aspetto della K-Wave, l’Onda coreanache travalica lo spettacolo - musica, cinema, televisione, letteratura (per non parlare della tecnologia) - per approdare in litorali fin qui inesplorati. In effetti potevamo aspettarcelo: i coreani sono un popolo antico e fiero delle proprie radici. Dunque, prima o poi i divi del K-pop, i grandi artisti, i personaggi dello spettacolo, dovevano trovare un modo di vestire la loro animacon linee originali, autoctone.
Abiti e interni: cosa altro può arrivare a definire una personalità? Vi facciamo due esempi sapendo che la passione per la Corea (del Sud) è un fenomeno anche italiano.Da una parte la casa di moda Hago Haus che gestisce oltre 40 brand tra i quali - uno fra tutti - Matin Kim (nella foto sopra). Dall’altro il marchio di arredamenti di lusso Cheyul, la cui linea di creazioni è arrivata a una tale livello di raffinatezza che il governo di Seul le richiede come omaggi per le personalità ufficiali in visita nel Paese.
Hago Haus è stata fondata nel 2016, Cheyul poco prima, nel 2008. In questi anni hanno saputo crescere a tal punto da diventare un punto di riferimento per il gusto nella (loro) Penisola. In comune hanno una filosofia che definisce la Corea contemporanea: cercare l’ispirazione per le forme attuali nella tradizione più antica del Paesesenza dimenticare la necessità di aggiornare temi e linee.«Matin Kim - ci spiegano Claire Park, direttrice marketing, e Lee Jun Seong, direttrice della divisione strategica - è forse il nostro marchio più conosciuto perché nasce da un’idea "francese" del fondatore, il signor Kim, che ha giustapposto la parola ‘mattino’ al proprio cognome. Ha in mente i più giovani, i millennial, la gen Z. Ma piace anche ai senior perché è ardita, libera, senza costrizioni».
Matin Kim è, di fatto, la «divisa» dei divi del K-pop.Tanto che i nomi più importanti di questo settore così influente dello spettacolo sono stati scelti per le campagne pubblicitarie. «La cosa fondamentale - intervengono ancora le due manager - è che cerchiamo di conservare la tradizione coreana più autentica e al tempo stesso proviamo a declinarla in modo da raggiungere anche i mercati internazionali. L’Italia? Ci abbiamo pensato, ma ancora esitiamo…».
Dalla moda al design, il passo è breve. Cheyul (nella foto sotto) è un negozio che, nel centro più dinamico di Seul, si sviluppa su tre piani interrati.La fondatrice, Lee Jeong Eun, ci accoglie sulla soglia per accompagnarci all’interno dove fanno bella mostra le ultime creazioni: suppellettili, mobili, oggetti d’arredo che trasudano stile e ricchezza. Curioso come, in una società ancora fortemente patriarcale, siano proprio le donne a agire nel solco della tradizione per rinnovare la contemporaneità: attive e feconde come in un Rinascimento riscoperto. «Ho studiato arte e pittura - racconta Lee -. Mia sorella, che mi ha accompagnato in questa avventura, ha invece studiato artigianato. Insieme abbiamo cercato di combinare stili e motivi dell’antichità per reinventare linee adatte ad arredare le case di oggi. E sì, il nostro target è alto: si tratta comunque di oggetti di lusso».
Cheyul è una parola di origine cinese: in coreano significa «maestri del colore», ma il significato originario in Mandarino è «legge del colore».Osservando le creazioni in esposizione si capisce perché: spiccano, come oggetti dotati di luce propria, mobili dai raffinati intarsi in madreperla incastonati in strutture - madie, cassettiere, credenze, cassapanche - capaci di attirare lo sguardo con i loro toni di giallo imperiale, nero laccato, blu cobalto. Un trionfo arcobaleno capace di arredare l’anima prima ancora di una stanza. Preparate il portafogli.
Su «la Lettura» #761, in edicola e in questa App, il reportage di Paolo Salom da Seul.
29 giugno 2026 ( modifica il 29 giugno 2026 | 19:49)
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