Non è la Terra, è l’uomo a essere in pericolo
Corriere della Sera - Cultura

Non è la Terra, è l’uomo a essere in pericolo

Lunedì 29 giugno 2026
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Non è la Terra, è l’uomo a essere in pericolo

risponde  Aldo Cazzullo

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Caro Aldo,
premesso che sono di destra, ma convintamente europeista, la informo che non si nega il cambio in sé, bensì che la sua causa sia antropica. Circa 5 milioni di anni fa, credo nel Messiniano, ci fu un cambio climatico che portò lo stretto di Gibilterra a chiudersi, il Mediterraneo divenne un lago salato con chissà quali temperature e sconvolgimenti. Non fu opera dell’uomo, direi... E il nostro universo esiste da 4 miliardi di anni! Quanti altri eventi simili ci saranno stati? L’uomo è invece responsabile dell’inquinamento, ma bisogna distinguere fra sostanze inquinanti e quelle cosidette climalteranti che non inquinano. Semmai è l’ideologia cristiano-comunista che cavalca il Green Deal e non si sa perché (a parte la solita visione anti industriale che pervade la sinistra ambientalista).
Carlo Carabelli

Caro Carlo,
conosco l’argomentazione. Il clima sulla Terra è sempre cambiato, Groenlandia significa Terra Verde, Vinland — la parte del Nordamerica conosciuta dai vichinghi — terra del vino. Ma i cambiamenti richiedevano secoli. A volte millenni. Noi stiamo conoscendo cambiamenti sconvolgenti nel giro di pochi decenni. Non ricorda le estati della nostra giovinezza? Lente, calde, le giornate piene di luce che non finivano mai, rotte solo verso Ferragosto da acquazzoni che accoglievamo quasi con sollievo? Ora l’estate è improvvisa, feroce. Si muore di caldo, e non è una metafora. Ci sono settimane in cui piove ogni giorno, con furia monsonica. Il Mediterraneo sta diventando un mare tropicale. E non è solo percezione. Provi a decollare o atterrare all’aeroporto di Giacarta; vedrà una città che sta andando sott’acqua, i giardini sono già allagati, infatti l’Indonesia sta costruendo una nuova capitale nel Kalimantan, la sua porzione del Borneo. Quando il tema è stato posto a Trump, ha risposto: «Meglio, così avremo più proprietà vista mare». È questo il livello culturale e morale della nuova destra? Perché custodire il creato dovrebbe essere una «cosa di sinistra»? È proprio impossibile fare del Green un business anziché un regalo all’industria cinese? Orientare gli investimenti in modo che la transizione ecologica crei lavoro anziché distruggerlo?
Lo so che è difficile stabilire quanto conti l’uomo nel riscaldamento del pianeta. Ma che conti mi pare innegabile. Non siamo mai stati otto miliardi. Non so quanti sopravvivranno. La Terra non è in pericolo, nel senso che vivrà anche senza di noi. È la specie umana a essere in pericolo.

29 giugno 2026

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