Pensioni di scorta all’esame di maturità, da mercoledì
Sistema pensionistico italiano, cosa cambia dal primo luglio
Pensioni di scorta all’esame di maturità, da mercoledì
di Ferruccio de Bortoli | 29 giugno 2026Sistema pensionistico italiano, cosa cambia dal primo luglio
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A partire da mercoledì prossimo, primo luglio, diventerà operativa una piccola ma significativa rivoluzione del sistema pensionistico italiano. La novità, prevista dalla legge di Bilancio, riguarda per ora solo i nuovi assunti, al loro primo impiego, con contratti a tempo indeterminato e nel settore privato. L’adesione ai fondi complementari non è più un’opzione ma diventerà automatica, salvo la possibilità di revocarla nei 60 giorni successivi. Con il precedente, ma ancora in vigore, metodo del silenzio-assenso il termine era e resta di sei mesi. Il dipendente autorizza l’azienda a conferire il suo maturando Trattamento di fine rapporto (Tfr) al fondo di categoria insieme a un contributo, a carico dell’impresa e della stessa lavoratrice o lavoratore, previsto dai contratti collettivi.
Come spiega Barbara Garbelli su Il Sole 24 Ore, le aziende avranno l’obbligo di fornire un’adeguata informazione a tutti i nuovi assunti compresi quelli con un contratto a termine per i quali non vi è adesione automatica ma solo a chiamata. Il passaggio del primo luglio è dunque importante anche per accrescere la cultura e la consapevolezza di costruirsi per tempo un percorso di previdenza complementare.
In un capitolo di un libro appena uscito per Il Mulino (Chi si prenderà cura di noi?) di Luca Di Gialleonardo, Mauro Maré, Antonello Montroni, Francesco Porcelli, Francesco Vidoli, si analizza il dilemma dell’obbligatorietà dell’adesione ai fondi pensione integrativi sottolineando il ruolo di una adeguata informazione. Una porzione non piccola (17 per cento) di intervistati in una indagine del Mefop, la società pubblica per lo sviluppo dei fondi pensione, li ritiene uno strumento «con cui si arricchiscono banche, assicurazioni e sindacati». E il 44 per cento si è espresso per il mantenimento della scelta volontaria. Paesi più avanzati in materia, come gli Stati Uniti, la Nuova Zelanda e il Regno Unito, hanno già sperimentato con successo meccanismi semiautomatici di adesione. Il pericolo che gli autori del libro mettono in evidenza è quello che la contribuzione obbligatoria venga percepita come una nuova tassa «con il rischio di generare un’aspettativa di una qualche forma di garanzia nelle prestazioni».
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