La Mostra del Cinema di Venezia omaggia Tinto Brass con la versione restaurata di «Col cuore in gola» del 1967. La protagonista è Ewa Aulin, «suocera» dell'ex premier Conte
Corriere della Sera - Cultura

La Mostra del Cinema di Venezia omaggia Tinto Brass con la versione restaurata di «Col cuore in gola» del 1967. La protagonista è Ewa Aulin, «suocera» dell'ex premier Conte

Lunedì 29 giugno 2026
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La prima mondiale del lavoro del regista, prima che diventasse il maestro indiscusso dell'erotismo

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La Mostra del Cinema di Venezia omaggia Tinto Brass con la versione restaurata di «Col cuore in gola» del 1967. La protagonista è Ewa Aulin, «suocera» dell'ex premier Conte

di Sara D'Ascenzo

La prima mondiale del lavoro del regista, prima che diventasse il maestro indiscusso dell'erotismo

A 93 anni e una salute faticosa il regista venezianoTinto Brass riceverà l’1 settembre 2026 (in Sala Darsena al Lido) l’omaggio della Mostra d’Arte Cinematografica della Biennale Venezia. È infatti il suo film del 1967 “Col cuore in gola”, girato nella Swinging London – a un anno di distanza da “Blow-up” di Michelangelo Antonioni – il film scelto per la preapertura della Mostra, nella serata ormai tradizionalmente dedicata ai veneziani. “Col cuore in gola” sarà presentato in prima mondiale in versione restaurata digitale 4K e il restauro è stato realizzato dal CSC-Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma con il decisivo supporto di Netflix, utilizzando i materiali degli aventi diritto Compass Film. Il film è inserito nella sezione Venezia Classici di Venezia 83 e concorrerà per il miglior restauro. 

Ma che film è “Col cuore in gola”? Siamo nel 1967 e per Brass non è ancora arrivata la svolta stilistica che lo porterà ad essere considerato un maestro dell’erotismo, amatissimo da generazioni di spettatori per diversi motivi. Qui Brass è nel pieno dell’estetica anni ’60 che risente della pop-art, tanto da aver coinvolto nella costruzione dello storyboard il maestro del fumetto Guido Crepax, la cui estetica fu decisiva per ribaltare la prima versione della sceneggiatura del film, liberamente ispirato al romanzo “Il sepolcro di carta” di Sergio Donati. Presentato fuori concorso alla Mostra del Cinema di Venezia del 1967, prodotto da Ermanno Donati e Luigi Carpentieri, sceneggiato da Brass con Francesco Longo e Pierre Lévy-Corti, il film ha la fotografia di Silvano Ippoliti, la scenografia di Carmelo Patrono e le musiche di Armando Trovajoli e fa parte del gruppo di film girati nella capitale britannica dal regista nel suo periodo londinese, seguito da “Nerosubianco” (1969) e “Dropout” (1970). 

È la storia tra il thriller e il giallo di un attore francese (Trintignant) che si innamora di una ragazza (Aulin), “anche se la trova vicino a un cadavere”, raccontò il regista. "Mi sono addirittura fatto disegnare da Guido Crepax tutta una serie di tavole per i momenti d'azione, e sono una cosa abbastanza rara perché costituiscono uno dei pochi lavori di Crepax a colori e, oltre a essere molto belli, mi servivano come story-board", raccontò in seguito Brass, il quale, nonostante i recenti problemi di salute che lo hanno costretto a due ricoveri in ospedale assistito come sempre dalla moglie Caterina Varzi e i problemi logistici legati alla chiusura della strada che collega il bordo di Isola Farnese a Roma, dove vive da sempre, con il resto del mondo, ha tutta l’intenzione di essere presente al Lido per la proiezione e in questi giorni ripete ostinatamente alla moglie: “Mai mollare mai”. 

La speranza è proprio di vederlo in sala quella sera. Accanto a lui potrebbe esserci l’attrice protagonista del film, la bellissima Ewa Aulin, allora appena 17enne. Curiosità: la Aulin è la mamma di Olivia Paladino, compagna dell’ex premier e leader M5S Giuseppe Conte. Il red carpet del film potrebbe avere più di un motivo d’interesse, insomma.

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29 giugno 2026

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