La diplomazia da buffet che vince sempre
Corriere della Sera - Cultura

La diplomazia da buffet che vince sempre

Domenica 28 giugno 2026
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La geopolitica è materia complessa, ma a Roma basta un ricevimento sul prato di Villa Taverna per sospendere ogni contrasto

La diplomazia da buffet che vince sempre

di Aldo Grasso | 28 giugno 2026

La geopolitica è materia complessa, ma a Roma basta un ricevimento sul prato di Villa Taverna per sospendere ogni contrasto

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Dimenticare i vertici Nato, i dispacci cifrati, le crisi diplomatiche. La vera tenuta della nostra alleanza atlantica si misura su un unico, decisivo parametro: l’invito per la festa dell’ambasciata americana, il 2 luglio. Finché quel cartoncino avorio atterra sulle scrivanie giuste, l’Italia può continuare a dormire sonni tranquilli.

La geopolitica è materia complessa. Ma a Roma basta un ricevimento sul prato di Villa Taverna per sospendere ogni contrasto. Le tensioni di Meloni con Trump, i voli verso l’Iran, i dazi evaporano davanti alla più antica liturgia capitolina: esserci. È il trionfo della diplomazia da buffet. Gli hamburger celebrati dal ministro Crosetto acquistano una forza simbolica superiore a molti comunicati congiunti e una fotografia a stelle e strisce vale quanto un vertice bilaterale.

Se persino Rocco Casalino rivendica con orgoglio il pass in qualità di direttore di una trascurabile testata online, significa che Villa Taverna è ecumenica. Il racconto del proprio ruolo vale più del ruolo stesso.

È questa la raffinata pedagogia della Città Eterna. Ogni crisi internazionale può essere ricomposta, ogni incidente diplomatico smussato. C’è una sola sanzione temuta: non comparire nella lista degli invitati. Perché, nella capitale delle terrazze, l’esclusione pesa più delle baruffe in politica estera.

28 giugno 2026

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