A scuola di "Botta e Risposta" nel corso universitario per imparare ad argomentare: «Convincere le persone è un’arte»
L’insegnamento del professor Cattani compie 25 anni: «Prepariamo le persone sia ad affrontare un’assemblea condominiale, sia a parlare in Parlamento»
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A scuola di "Botta e Risposta" nel corso universitario per imparare ad argomentare: «Convincere le persone è un’arte»
di Francesca VisentinL’insegnamento del professor Cattani compie 25 anni: «Prepariamo le persone sia ad affrontare un’assemblea condominiale, sia a parlare in Parlamento»
L’arte dell’argomentare si impara. Convincere, fare cambiare completamente opinione, è un «miracolo» a portata di mano. Lo insegna all’Università di Padova il corso di Teoria dell’argomentazione, il primo in Italia in un ateneo, che ha pure un braccio operativo, la Palestra di Botta e Risposta. La «disputa felice» non è un miraggio, ma una tecnica alla portata di chiunque, timidi e estroversi, carismatici o asociali. Un corso universitario fortemente voluto dal professor Adelino Cattani del Dipartimento di Filosofia, Sociologia, Pedagogia e Psicologia Applicata dell’Università di Padova. Un’intuizione, la sua, bocciata due volte prima di essere approvata, nel 2001, dall’ateneo di Padova. In 25 anni il corso del prof Cattani con la sua «palestra» di retorica, ha vinto 12 tornei nazionali, sei inter-universitari, uno europeo. E ora a Padova arriva il primo World Championship di Botta e Risposta: 14 squadre provenienti da tutto il mondo.
Professor Cattani com’è nata la scintilla che l’ha portata a avviare un corso universitario per imparare a argomentare?
«Come ogni cosa, è nata da un’esigenza personale. Spesso nelle discussioni avevo difficoltà a farmi valere. Da lì ho iniziato a rimuginare: ci saranno modi per sviluppare l’arte dell’argomentazione... Appena è stato possibile, ho creato il corso universitario, prima non esisteva nulla di simile».
Cosa cerca chi si iscrive al suo corso?
«Sviluppiamo il pensiero critico e la logica, ma soprattutto la relazione con le altre persone. All’inizio del corso si firma il patto del “disputator cortese”, che significa convincere, ma senza smettere di ascoltare e rispettare le opinioni altrui».
Quest’anno festeggia i 25 anni del corso, i 20 anni della Palestra di Botta e Risposta e anche i 52 anni di insegnamento.
«Sono tre ricorrenze importanti. Il corso è un’iniziativa unica in Italia, studentesse e studenti imparano a ascoltare e a distinguere la forza delle idee dalla forza della voce. Imparano a farsi valere, anche con la vis polemica quando è necessario. Amiamo il dialogo, ma non è sempre necessario mediare. Va fatto valere quello in cui si crede, pur mantenendo “la disputa felice”, come dice il professor Bruno Mastroianni, che ha portato l’arte del dibattito sui social, attraverso il corso di teoria dell’argomentazione digitale».
Cos’è determinante nell’arte di convincere?
«Bisogna puntare a fare cambiare idea, la logica è importante, ma non decisiva. E la retorica se non ha contenuto è fuorviante. A volte conta di più il modo in cui si dice qualcosa...».
Ragazze e ragazze cambiano dopo avere frequentato il suo corso?
«È un corso di studi che cambia radicalmente le persone, fa emergere potenzialità, attiva almeno una decina di competenze, sviluppa l’autostima, canalizza la forza degli istrionici e estroversi e valorizza timidi e introversi. Proclamiamo sempre l’oratore o l’oratrice del giorno, spesso è capitato che fossero studenti o studentesse balbuzienti...».
I leader che tengono in scacco le sorti del mondo avrebbero bisogno di questo corso?
«Certo. È la forma migliore di educazione civica, insegna il dialogo. Ma ne avrebbero bisogno anche molti conduttori/conduttrici televisivi, che sanno solo istigare. Parlare in pubblico è considerato il terzo evento più stressante dopo un lutto e il trasloco, imparare a argomentare lo rende semplice».
C’è un campione o una campionessa di «botta e risposta» che ricorda di più?
«Portiamo i corsi anche nelle scuole superiori e c’era un 18enne straordinario, bravissimo sia nella logica che nell’efficacia comunicativa, lo temevano tutti, erano un giovane siriano...».
Chi esce dal suo corso universitario che lavoro può fare?
«Prepariamo le persone sia ad affrontare un’assemblea condominiale, sia a parlare in Parlamento. Alla base c’è il metodo socratico: ironia, fonti attendibili, spiegare sempre il perché in modo chiaro, porre domande che mettano in difficoltà le argomentazioni di chi si ha davanti».
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