Caproni, il primo italiano ad aver fondato una fabbrica di aeroplani: mostra per il centenario
Tra gli anni ‘30 e ’60 c'erano stabilimenti ad Arco, Trento e Rovereto. «Nel 2027 – anticipa Lorenzo Gardumi, ricercatore del Museo Storico del Trentino - festeggeremo con una mostra su Caproni progettista e imprenditore»
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Caproni, il primo italiano ad aver fondato una fabbrica di aeroplani: mostra per il centenario
di Roberto BrumatTra gli anni ‘30 e ’60 c'erano stabilimenti ad Arco, Trento e Rovereto. «Nel 2027 – anticipa Lorenzo Gardumi, ricercatore del Museo Storico del Trentino - festeggeremo con una mostra su Caproni progettista e imprenditore»
Il 3 luglio saranno 140 anni dalla nascita di Giovanni Battista Caproni, chiamato Gianni, trentino, primo italiano ad avere fondato una fabbrica di aeroplani. Originario di Massone di Arco, in tasca la laurea in ingegneria civile, nel 1908 a Liegi si specializza in elettrotecnica e l’8 agosto dello stesso anno, sulla pista automobilistica di Le Mans, in Francia, è tra il pubblico dello show dei fratelli Wright, che alzano in cielo la prima macchina volante. Quel minuto e 45 secondi di volo colpisce Caproni, che, tornato in valle, progetta il suo primo aereo a motore: il biplano Ca.1.
Le prove di atterraggio
C’è, però, un problema: i primi costruttori di quelle ingombranti macchine volanti devono inevitabilmente provarle vicino all’officina, come ricorda nel 1937 Federico Caproni, fratello maggiore di Gianni: «Nella primavera del 1909 mio fratello Gianni e io stavamo costruendo a Arco un aeroplano. Si accarezzava la speranza che quel nostro apparecchio potesse, primo di concezione e costruzione completamente italiana, librarsi nell’aria, ma non si sapeva ancora dove avremmo potuto trovare una larga distesa di terreno, sgombra da alberi, adatta per provarlo. Attorno a noi vi erano campi alberati e, per giunta, rinchiusi fra alte montagne. Su tutto sovrastava l’Austria, che noi non amavamo».
L'emigrazione
Questo spinge Caproni, 23 anni, a emigrare nel Varesotto, dove su carri e treno fa arrivare tutti i componenti. In un casolare del ‘700 a Somma Lombardo - Cascina Malpensa, dove ora c’è il secondo principale aeroporto italiano - aiutato dal fratello fresco di laurea alla Bocconi e dagli operai Ernesto Gaias ed Ernesto Contrini, Ernestìn e Ernestòn, Caproni stabilisce l’officina-alloggio da cui, il 27 maggio 1910, esce il suo primo aereo, un biplano monomotore a doppia elica e apertura alare di 10 metri e mezzo. Il motore da 25 cavalli della torinese Miller solleva brevemente i 650 chili di telaio in alluminio e compensato, inclusi motore e pilota, tale Ugo Sandri Tabacchi, autista e meccanico veronese naturalizzato trentino, che esce poi incolume dal disastroso atterraggio.
Il più antico aereo esposto in Italia
Il Ca.1, il più antico aereo esposto in Italia, ora al museo Volandia vicino a Malpensa, è il primo dei centinaia usciti da quella che poi diventerà una florida fabbrica aeronautica con l’iniziale titolo «Industria Costruzione Aeroplani» dei fratelli Caproni. Da quel primo nucleo, l’azienda si amplia molto, divenendo non solo una delle maggiori industrie aeronautiche italiane ma anche un gruppo che negli anni Trenta acquisisce Isotta Fraschini e Officine Meccaniche Reggiane, arrivando a 50 mila dipendenti. Prodotti di punta sono i velivoli militari, da quando nella Grande Guerra la Caproni rifornisce di bombardieri trimotori Francia, Gran Bretagna e Stati Uniti. Dopo il flop nel 1921 del «Transaereo», maxi idrovolante da cento posti e dopo il Ca.73 da guerra, primo aereo italiano interamente di metallo, a cui collaborò Umberto Nobile, l’industria si indirizza sui mega bombardieri, tra cui spicca il Ca.90, per anni il più grande biplano del mondo. Negli anni ’40 la Caproni costruisce anche mini sommergibili e un’autoblindo, fino agli anni del boom economico produce pure motociclette, nello stabilimento di Arco, e tram. A guerra finita, con l’azienda in crisi profonda, Gianni Caproni è assolto dall’accusa di collaborazionismo con i fascisti. Il declino della sua impresa è ormai segnato. Alla morte, nel 1957, la sede principale milanese di Taliedo - area dove negli anni ’30 era sorto l’aeroporto di Linate - è già chiusa da tempo per bancarotta; stesso destino tocca, anni dopo, alle consociate.
Gli approfondimenti su Caproni progettista
Dove sorgevano le officine del gruppo, nel 1927 Caproni e la moglie Timina Guasti avevano dato vita al primo Museo dell’aeronautica al mondo, con alcuni dei loro aerei più importanti. Nel 1992 quel patrimonio storico è tornato a casa, in via Lidorno a Trento, accanto all’aeroporto Mattarello, nel Museo dell’Aeronautica Gianni Caproni, principale museo aziendale italiano e tra i primi a esporre una collezione aeronautica di livello internazionale. Dal 2019 la sede è gestita da Fondazione Museo storico del Trentino. «Nel 2027 – anticipa Lorenzo Gardumi, ricercatore del Museo Storico del Trentino - festeggeremo il centenario del museo con una mostra e un convegno di studi. Nostro compito è approfondire la storia di Caproni progettista e imprenditore, mettendo in risalto gli stabilimenti Caproni presenti tra gli anni ‘30 e ’60 a Arco, Trento e Rovereto. Poi valorizziamo l’aerofotografia e la riproduzione iconografica del territorio montano trentino, visto dall’alto fin dal 1915-18, per arrivare al volo civile di montagna. Inoltre, abbiamo la collezione di opere d’arte a soggetto aeronautico della famiglia Caproni: un unicum a livello nazionale».
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