Il bolognese Pazzaglia e lo spettacolo con i burattini: «Spieghiamo le tradizioni perché vanno capite»
Corriere della Sera - Cultura

Il bolognese Pazzaglia e lo spettacolo con i burattini: «Spieghiamo le tradizioni perché vanno capite»

Venerdì 26 giugno 2026
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A Palazzo d'Accursio la rassegna «Cuccoliana» e tornano gli spettacoli con «Il gran varietà delle teste di legno» raccontato dal direttore artistico

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Il bolognese Pazzaglia e lo spettacolo con i burattini: «Spieghiamo le tradizioni perché vanno capite»

di Piero Di Domenico

A Palazzo d'Accursio la rassegna «Cuccoliana» e tornano gli spettacoli con «Il gran varietà delle teste di legno» raccontato dal direttore artistico

Nel Cortile d’Onore di Palazzo d’Accursio tornano gli spettacoli di burattini. Tutti i giovedì fino al 10 settembre, con Il Gran Varietà delle teste di legno e con tanti burattinai. A partire dal direttore artistico, il 47enne bolognese Riccardo Pazzaglia, ultimo allievo di Demetrio «Nino» Presini. 

Il Cortile è ormai diventata la casa estiva dei burattini.
«È vero, da dieci anni a questa parte apriamo il sipario con l’associazione Burattini a Bologna. Qui sono passati tanti burattinai, marionettisti, ombristi, ma negli ultimi anni abbiamo ridato linfa alla burattineria petroniana allevando nuove generazioni di burattinai. All’insegna di Fagiolino, Sganapino, il Dottor Balanzone, la Brisabella e la Pulidora». 

Per il decennale che tema avete scelto? 
«L’analisi del personaggio modenese di Sandrone, che è stato adottato dai bolognesi grazie a Filippo Cuccoli, di cui ricordiamo i 220 anni dalla nascita. Il padre di tutti noi burattinai bolognesi che portiamo avanti la tradizione che i Cuccoli hanno segnato». 

Bologna ha una lunga storia ancora viva. 
«Dal 2024 i burattini trovano casa tutto l’anno anche a Palazzo Pepoli, che accoglie un teatro stabile che fa programmazione da novembre ad aprile, tutti i weekend. In estate abbiamo 200 posti nel cortile, portando tutti i giovedì sera e qualche domenica pomeriggio il meglio della tradizione». 

In cosa si concretizza il vostro impegno? 
«Intanto siamo impegnati anche con chi non può più raggiungere il teatro dei burattini, quindi ospedali, Rsa, centri anziani, centri diurni. Il passaggio della memoria dev’essere guidato perché le tradizioni hanno bisogno di essere tramandate a dovere, altrimenti c’è il rischio che non vengano ben comprese. I burattinai di un tempo davano per scontata la profondità culturale di questi personaggi, oggi non è più così». 

Cosa fate su questo terreno? 
«L’associazione Burattini a Bologna cerca di lavorare non solo sulle nuove generazioni ma anche sulle nuove cittadinanze, perché crediamo fortemente che l’integrazione passi attraverso il teatro, pure quello fatto con le teste di legno. Il burattino è sempre stato inclusivo, nato dal popolo e per il popolo. Per questi mesi estivi ci sono una decina di burattinai e burattinaie che porteranno spettacoli in scena». 

Qual è il segreto di tanta longevità?
«Il burattino era nell’Ottocento un modo per prendersi in giro, tra poveri o tra borghesi, un modo per scherzare insieme usando la satira. Oggi parla ancora del presente perché Fagiolino e Sganapino hanno attraversato le epoche e così noi una serata ci troviamo a parlare di Trump e un’altra a costruire la torre degli Asinelli con loro, gli asini e gli operai. I burattini non muoiono mai e viaggiano nel tempo».

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26 giugno 2026 ( modifica il 26 giugno 2026 | 17:58)

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