Il Teatro Comunale di Bologna torna a casa il 14 febbraio con un concerto di Daniele Gatti. Lepore: «Faremo la rivoluzione»
Corriere della Sera - Cultura

Il Teatro Comunale di Bologna torna a casa il 14 febbraio con un concerto di Daniele Gatti. Lepore: «Faremo la rivoluzione»

Venerdì 26 giugno 2026
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La festa proseguirà con un mese di eventi. Dal 2 marzo riparte la sinfonica. La sovrintendente Riva: «Il nuovo ingresso in via del Guasto porterà una nuova frequentazione»

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Il Teatro Comunale di Bologna torna a casa il 14 febbraio con un concerto di Daniele Gatti. Lepore: «Faremo la rivoluzione»

di Piero Di Domenico

La festa proseguirà con un mese di eventi. Dal 2 marzo riparte la sinfonica. La sovrintendente Riva: «Il nuovo ingresso in via del Guasto porterà una nuova frequentazione»

Daniele Gatti (foto M. Borrgreve) e il cantiere del Comunale in aprile con Elisabetta Riva e Matteo Lepore (LaPresse)

La nuova stagione del Teatro Comunale di Bologna non può prescindere da una data, il 14 febbraio 2027. Quando si concluderà quel viaggio, omericamente chiamato «Verso Itaca», che nel giorno di San Valentino riporterà il teatro nella sua sede storica dopo i lavori avviati a fine 2022. Un ritorno celebrato da un concerto in Sala Bibiena diretto da Daniele Gatti, a Bologna dal 1997 al 2007, con pagine di compositori che hanno fatto la storia musicale del Comunale come Gluck, Rossini, Verdi e Wagner. Ma la festa proseguirà per un mese intero, fino al 14 marzo, con un appuntamento al giorno. Altre iniziative aperte alla città, ancora allo studio, verranno invece rivelate più avanti. 

Riva:  «Il nuovo ingresso in via del Guasto porterà nuovi flussi»

Questo teatro, sottolinea il direttore artistico Pierangelo Conte, «è uno dei più belli al mondo, rimasto fedele a quello originale del 1763. Però non è solo il teatro che la città di Bologna ha fortemente voluto, è anche un monumento, un simbolo, e penso debba essere un luogo di incontro quotidiano». Il Comunale rischia però di ritrovarsi le stesse spine del passato, come piazza Verdi, anche se il restyling punterà sul nuovo affaccio in via del Guasto. La sovrintendente Elisabetta Riva è convinta che «questo genererà di per sé nuovi flussi, un nuovo passaggio, una nuova frequentazione».

Lepore: «Con questo gioiello intendiamo fare la rivoluzione»

 Il sindaco Lepore va oltre: «Con questo gioiello che restituiamo alla città intendiamo fare la rivoluzione. Il nostro obiettivo non è solo ritornare a casa, ma poi ripartire. In tanti si chiedono cosa faccia il Comune per il degrado. Il Comune ha investito più di 20 milioni di euro per risanare un pezzo importante della zona universitaria. Se vogliamo che giovani, residenti e anziani, possano vivere sicuri e stare bene nel centro storico dobbiamo avere non un Comunale che chiuda le proprie porte ma un teatro che rimanga aperto 7 giorni su 7. Non persone che passano e si chiedano: “Ma cosa succede in quel palazzo?”. Deve essere esattamente il contrario, i palazzi attorno devono domandarsi: “Ma io cosa posso fare per emulare le gesta del Comunale del quale siamo orgogliosi?”». 

Sul tavolo anche la nomina del nuovo direttore musicale. «Ci stiamo riflettendo — dice Conte — così come su un possibile direttore principale ospite. È un percorso che va fatto con attenzione ma che abbiamo già iniziato». Nel frattempo il Comunale continua a tenere d’occhio i bilanci, insiste sulle partnership con i privati e richiama in servizio lo storico logo con lo stemma del Comune. Facendo dialogare il linguaggio delle illustrazioni medievali e quello moderno dei writers grazie a «Venti caratteruzzi» alias del musicologo e designer Carlo Fiore. 

La stagione tra lirica, sinfonica, danza e progetti speciali

«Tante storie un filo comune» è il titolo della stagione 2027, disseminata in tre cartelloni principali. La lirica ripartirà il 2 marzo con Il ritorno di Ulisse in patria di Monteverdi, nella trascrizione di Luigi Dallapiccola. Conclusione a fine novembre con Accabadora di Francesco Filidei, da Michela Murgia, per una stagione d’opera con 9 titoli, 7 al Comunale in forma scenica e 2 al Manzoni in forma di concerto. In equilibrio tra repertorio e contemporaneo con Madama Butterfly, Carmen, Nabucco, Tristan und Isolde e Vanessa di Samuel Barber. Poker di appuntamenti per la danza, sempre più apprezzata anche da un pubblico giovane. Con Sergio Bernal e compagnie come quella di Antonio Najarro, TAO Dance Theater e il Balletto dell’Opera di Tbilisi.
Quattordici i concerti sinfonici, tra i direttori Sebastian Weigle, Oksana Lyniv, Daniel Oren, Ton Koopman e Hartmut Haenchen. Confermata e ampliata la rassegna delle matinée domenicali «Gioia», con 11 concerti e nuove generazioni di interpreti. Tra i progetti speciali, ancora «Jazz on Symhony» di Paolo Fresu mentre dopo Opera Guccini toccherà a Lucio Dalla con l’opera-musical L’anno che verrà.

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