Firenze, Da Burde apre allo Starhotels Michelangelo
Il nuovo ristorante apre il primo luglio. Paolo Gori: «Sono 125 anni di storie di casa e sapori tramandati: le ricette che portiamo al Michelangelo non sono rielaborate per piacere a tutti»
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Firenze, Da Burde apre allo Starhotels Michelangelo
di Laura AntoniniIl nuovo ristorante apre il primo luglio. Paolo Gori: «Sono 125 anni di storie di casa e sapori tramandati: le ricette che portiamo al Michelangelo non sono rielaborate per piacere a tutti»
L’idea è quella di portare una chicca dell’eccellenza della tradizione gastronomica fiorentina dentro una struttura ricettiva a vocazione internazionale senza stravolgere nei numeri e nella qualità il valore di una realtà che vanta sul territorio una storia di 125 anni. Dal primo di luglio la Trattoria Da Burde sbarca dentro allo Starhotels Michelangelo Firenze in viale Fratelli Rosselli.
Meno di trenta coperti e un menù rielaborato ma fedele a quello dell’insegna fondata nel 1901 in via Pistoiese è alla base del nuovo ristorante sviluppato dal partner per la ristorazione Fedegroup che, diversamente dallo storico indirizzo, sarà aperto anche a pranzo e anche nel fine settimana.
Una proposta gastronomica che va ad arricchire quella della zona di Firenze tra il nuovo teatro del Maggio e Corso Italia, un quartiere anche tra le polemiche in pieno sviluppo in termini di ospitalità. Sempre in zona all’interno del cosiddetto «cubo nero» dell’ex Comunale di Firenze, questo inverno ha preso casa la nuova caffetteria di Sanapo «Ditta Artigianale», mentre per la fine dell'estate è atteso l'opening del ristorante giapponese «J Firenze»», spin off cittadino del gruppo campano J Contemporary Japanese Restaurant.
«Quando cucino – racconta Paolo Gori che insieme al fratello Andrea è al timone di Da Burde - penso sempre a chi ha cucinato prima di me in questa cucina, che poi era anche la cucina di casa di nonna dove lei cucinava per la nostra famiglia. Sono 125 anni di storie di casa e sapori tramandati: le ricette che portiamo al Michelangelo non sono rielaborate per piacere a tutti: sono quelle che abbiamo sempre fatto, con gli stessi ingredienti, gli stessi tempi, la stessa mano. Il lampredotto è lampredotto, il baccalà è baccalà. Firenze ha un gusto preciso, intransigente se vuoi, e noi non abbiamo nessuna intenzione di addomesticarlo. Chi entra da noi deve sentire che sta mangiando come si mangia a Firenze da sempre, non come qualcuno ha immaginato che si mangi a Firenze».
Ed ecco il lampredotto, la pappa al pomodoro e la panzanella, ma anche la tartare di manzo, l’insalata di trippa, il baccalà alla fiorentina, la bistecca fritta, il peposo e i grandi classici di Da Burde come il crostino ai fegatini servito con un calice di vin santo. A questi si affianca una proposta più informale per gli ospiti dell'hotel e il servizio in camera con insalate, club sandwich, burger gourmet. Senza dimenticare la scelta dei vini. «Portiamo nel calice una Toscana del vino raccontata senza semplificazioni - aggiunge Andrea Gori - Grandi nomi e piccoli produttori del Chianti Classico, Montalcino e Bolgheri, affiancati da territori meno conosciuti e scelte stilistiche coraggiose provenienti dalle zone vocate nel Casentino, in Garfagnana, sulle Apuane, nel Mugello, nella Costa Toscana. Ci sarà anche la nostra libreria: vecchie annate di grandi vini toscani, tesori in bottiglia che fino ad oggi vivevano nei nostri scaffali, disponibili anche al calice serviti con Coravin per chi vuole un'esperienza fuori dal comune».
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26 giugno 2026 ( modifica il 26 giugno 2026 | 10:39)
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