Due elefanti nella stanza
Il muratore di Pieve di Camaiore che uccide a fucilate la moglie e il figlio gay è la classica foto dell’elefante nella stanza
Due elefanti nella stanza
di Massimo Gramellini | 26 giugno 2026Il muratore di Pieve di Camaiore che uccide a fucilate la moglie e il figlio gay è la classica foto dell’elefante nella stanza
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Il muratore di Pieve di Camaiore che uccide a fucilate la moglie e il figlio gay è la classica foto dell’elefante nella stanza. Anzi, dei due elefanti. Il primo sono le troppe armi in mano ai cittadini. Un fenomeno di importazione americana, prodotto da un clima culturale che esalta l’autodifesa (e persino un passatempo anacronistico come la caccia) con l’unico effetto di far proliferare l’offesa: chi ha un’arma tende a usarla, specie quando è sotto stress. Il secondo elefante è che il pregiudizio nei confronti degli omosessuali non è affatto svanito. (Il padre assassino nega sia stato il suo movente principale, ma riconosce che l’omosessualità del figlio gli procurava angoscia).
Uno degli equivoci su cui i Vannacci di mezzo mondo stanno costruendo le loro fortune elettorali è far credere che i gay rappresentino una lobby di ricchi privilegiati. Una minoranza chiassosa e arrogante, smaniosa di imporre il proprio stile di vita agli altri. Ma appena si esce dalle Ztl delle grandi città ci si accorge che essere omosessuali è ancora uno stigma sociale che espone a discriminazioni continue. Vista da piazza del Duomo, la difesa di certi diritti che consideriamo acquisiti può sembrare un futile esercizio di stile. Ma vista da quella stradina di Pieve di Camaiore — e di tanti altri luoghi dove l’omosessualità è percepita come una malattia da curare — appare per quella che veramente è: il tentativo di sanare un’ingiustizia che a volte si trasforma in un dramma.
26 giugno 2026
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