Un milione in palio per decifrare il papiro ercolanese. Finanziatori della «challenge» dalla Silicon Valley, c'è anche Elon Musk
Presentati a Napoli i risultati delle prime letture con le nuove tecnologie: un testo di Filodemo di Gadara e uno di Crisippo, considerati illeggibili. I rotoli non vengono aperti
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Un milione in palio per decifrare il papiro ercolanese. Finanziatori della «challenge» dalla Silicon Valley, c'è anche Elon Musk
di Mirella ArmieroPresentati a Napoli i risultati delle prime letture con le nuove tecnologie: un testo di Filodemo di Gadara e uno di Crisippo, considerati illeggibili. I rotoli non vengono aperti
Un papiro ercolanese
Leggere i papiri ercolanesi è diventata una sfida in stile Indiana Jones, con tanto di cospicua ricompensa. Un milione in palio per il «contest» lanciato dalla «Vesuvius Challenge», associazione nata nel 2023 e arrivata ai primi notevolissimi risultati, presentati ieri, giovedì 25, a Napoli in un convegno alla Biblioteca Nazionale.
Fa un certo effetto vedere le sale di Palazzo Reale affollate di decine e decine di studiosi, italiani in parte, ma soprattutto americani e di altre nazioni. Papirologi, certo. Ma anche tantissimi informatici, matematici, fisici, perché il mistero dei papiri carbonizzati ha bisogno non solo di umanisti, ma anche di tanti scienziati. Che stanno lavorando per «leggere» i rotoli senza aprirli, con sofisticate tecniche al laser, con apposite tomografie. A capo di questo articolato team, direttamente dalla Silicon Valley, c’è Nat Friedman, l’uomo che ha coinvolto nel progetto tanti finanziatori, generosi donors, ai quali un anno fa si è aggiunto Elon Musk con una donazione di circa due milioni. Con Friedman, a presentare i primi eccezionali risultati dei lavori, c’è anche Brent Seales, co-fondatore della «Vesuvius Challenge» e titolare della cattedra di Scienze del Patrimonio all’Università del Kentucky.
Ci volevano questi due intraprendenti americani per affrontare la decodifica dei rotoli rimasti carbonizzati sotto la cenere del Vesuvio? Che ne penserebbe il grande Marcello Gigante, fondatore della moderna papirologia?
Probabilmente sarebbe molto soddisfatto oggi, soprattutto nel venire a conoscenza di numerose colonne di testo in passato classificate come illeggibili. In particolare, sono stati presentati ieri un nuovo testo di Filodemo di Gadara, autore di cui lo stesso Gigante si era occupato e che è ampiamente testimoniato tra i ritrovamenti della Villa dei Papiri, e un altro testo attribuibile allo stoico Crisippo, presenza singolare in una biblioteca epicurea. Finora cosa sappiamo dei rotoli ercolanesi? Dal 1978 il Centro Internazionale per lo Studio dei Papiri Ercolanesi pubblica La Scuola di Epicuro, Collezione di testi ercolanesi per la casa editrice Bibliopolis. Ventuno volumi che presentano le opere maggiori della biblioteca ercolanese. Ora si aggiungono i nuovi testi. «Non si tratta solo di un recupero tecnico, ma del ritorno di una voce filosofica», osserva Federica Nicolardi, docente di papirologia alla «Federico II». Nel frammento ritrovato appaiono concetti stoici fondamentali, tra cui l’hormè, o impulso, inteso come la spinta ad agire, comune sia agli esseri umani che agli animali. L’autore sembra mettere in guardia contro l’impulso eccessivo, cioè quando la ragione non riesce a regolare il comportamento. Un altro concetto chiave è la phronèsis, ovvero la saggezza pratica: l’insieme delle attività intellettuali che guidano l’uomo a compiere le scelte giuste e a preferire le virtù ai vizi. L’altro frammento, quello di Filodemo di Gadara, appartiene all’VIII libro dell’opera sugli dei, di cui possediamo già il libro primo, con il quale il nuovo testo può essere messo in connessione per consentire l’approfondimento di concetti teologici in circolazione nell’antica Roma.
«Sono circa cinquanta colonne di testo», spiega Gianluca Del Mastro, docente di papirologia all’Università della Campania «Luigi Vanvitelli» e membro dell’advisory board della Challenge. «Ottenere questi risultati era impensabile anche fino a dieci o quindici anni fa. Soprattutto se pensiamo che si tratta di papiri chiusi e considerati irrecuperabili. È uno squarcio importantissimo sul pensiero antico». Seicento sono ancora da decifrare, ma ci sono papiri ancora sepolti? «Della loro esistenza siamo quasi certi, del resto lo dimostra questo frammento di Filodemo che appartiene al libro VIII: ci devono essere quindi tutti gli altri. E poi quelli conosciuti sono tutti testi greci, manca la parte latina, come sottolineava già Gigante. Scavare ancora? Ci vorrebbero nuove tecnologie, il territorio è fragile, non è facile. Ma sono fiducioso».
E fiducioso è anche Friedman, il motore di questa «challenge». Come gli è venuta l’idea? «Una notte di sei anni fa, per caso, ho letto un articolo di Brent Seales in cui si parlava di questa biblioteca sepolta in Italia, della quale non sapevo assolutamente nulla. Mi è sembrato bellissimo potermene occupare e ho concepito l’idea del concorso». Perché si tratta proprio di questo: una gara a premi. Come è spiegato con chiarezza sul sito scrollprize.org, chiunque può partecipare, sulla base delle proprie competenze, e provare a decifrare i papiri. Tre giovanissimi, di 19 anni ciascuno, nel 2023 hanno incassato un milione per aver evidenziato l’inchiostro presente nelle scansioni a raggi X dei papiri. Alcuni di quelli che partecipano alla gara vengono poi reclutati a tempo pieno e così la «Vesuvius Challenge» dispone di una serie di giovani ricercatori, in Italia e sparsi per il mondo. «La sfida è in corso; abbiamo bisogno dell’aiuto di tutti per leggere i rotoli, e una nuova interfaccia web su scrollprize.org rende più facile che mai per i singoli accedere ai dati e partecipare», afferma Giorgio Angelotti, responsabile del progetto. «Dal momento in cui ho letto la mia prima lettera, ne sono rimasto affascinato. Non c’è niente di paragonabile alla scoperta di un testo che nessuno ha visto per due millenni» afferma Sean Johnson, ex concorrente e ora membro del team tecnico. E a supportare l’operazione c’è lo staff della Biblioteca Nazionale di Napoli, custode preziosa dei papiri, oggi guidata da Silvia Scipioni. Qui c’è chi, come Mariolina Rascaglia, ha seguito fin dall’inizio la «favola» dello svelamento dei papiri. Macchinari, raggi laser: a qualcuno potrebbe sembrare quasi un sacrilegio, ma lo spirito di Marcello Gigante non può che approvare con benevolenza.
Il team della "Vesuvius Challenge"
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26 giugno 2026 ( modifica il 26 giugno 2026 | 07:45)
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