Sindone di Torino, nasce il modello tattile pensato per non vedenti e ipovedenti
Corriere della Sera - Cultura

Sindone di Torino, nasce il modello tattile pensato per non vedenti e ipovedenti

Venerdì 26 giugno 2026
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Il progetto promosso dalla Fondazione Centro Studi Carlo Alberto, realizzato con la Confraternita del Santo Sudario, il Museo della Sindone e i Cultores Sindonis: «Si entra in relazione con la sofferenza dell’Uomo della Sindone»

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Sindone di Torino, nasce il modello tattile pensato per non vedenti e ipovedenti

di Luca Rolandi

Il progetto promosso dalla Fondazione Centro Studi Carlo Alberto, realizzato con la Confraternita del Santo Sudario, il Museo della Sindone e i Cultores Sindonis: «Si entra in relazione con la sofferenza dell’Uomo della Sindone»

La Sindone resta un mistero e un interrogativo sull’esistenza. La devozione cristiana, le Ostensioni, la custodia che il Vaticano affidò all’arcivescovo di Torino, la Commissione Diocesana, gli studi internazionali, le riflessioni teologiche sono delle realtà consolidate. In occasione dell’Anno giubilare 2025 il progetto «Avvolti» ha proposto la prima esperienza digitale e immersiva della Sindone a Torino, poi a Roma e in località straniere. Ora il Telo non sarà più soltanto da osservare ma potrà essere esplorato attraverso il tatto grazie alla nuova Sindone Visio-Tattile.

La Sindone per i non vedenti

Il progetto promosso dalla Fondazione Centro Studi Carlo Alberto, realizzato con la Confraternita del Santo Sudario, il Museo della Sindone e i Cultores Sindonis, è frutto di un percorso di ricerca interdisciplinare, basato sul patrimonio di studi scientifici integrati alle recenti acquisizioni tecnologiche e metodologiche. Il prototipo, accessibile ai non vedenti, che costituisce un’evoluzione rispetto al plastico in alluminio realizzato per l’Ostensione del 2000, riproduce in scala 1:1 la parte del lenzuolo nel quale compare frontalmente l’immagine dell’Uomo della Sindone. L’elaborazione tridimensionale, sviluppata a partire dagli studi sulla Sindone e il contributo di ricercatori dell’Università e del Politecnico di Torino, consente di percepire in modo nuovo e coinvolgente i segni impressi sul Sacro Lino.

Come nasce la Sindone Visio-Tattile

Il prototipo è stato realizzato in una speciale resina caratterizzata, attraverso sofisticate tecniche informatiche, con una particolare colorazione studiata per evidenziare dettagli e profondità, forme e rilievi, con variazioni di luminosità e intensità cromatica che la sola osservazione visiva non consente di cogliere con altrettanta immediatezza. Leggera, trasportabile e concepita per favorire l’accessibilità delle persone con disabilità visiva, l’opera propone un’esperienza sensoriale e conoscitiva coinvolgente per tutti, come hanno dichiarato Vittorino Biglia, presidente dell’Unione Italiana dei Ciechi e Ipovedenti di Torino, e Ornella Valle, vicepresidente di Apri. Le prime esposizioni sono già in programma nelle prossime settimane, a Bardonecchia con associative dedicate a persone con disabilità visiva.

L'esperienza dell'ipovedente

Marco Andriano, Content creator digitale con disabilità visiva, ipovedente da quando ne aveva 4, ha raccontato le sue sensazioni mentre il professor Nello Balossino, direttore scientifico del Museo della Sindone e responsabile del progetto ha sottolineato come «la riproduzione non si limita a rendere accessibile la Sindone ai non vedenti. Le tecnologie trasformano le informazioni presenti nell’immagine sindonica in rilievi tridimensionali permettono di cogliere particolari che normalmente sfuggono all’osservazione. Quando si percepisce la profondità della ferita al costato, quando si seguono con le dita le tracce delle colature di sangue sulla fronte o si riconosce la posizione delle mani e dei piedi, non si acquisisce soltanto un’informazione: si entra in relazione con la sofferenza dell’Uomo della Sindone». Nel suo saluto vicesindaca di Torino Michela Favaro ha ricordato: «sentire la Sindone oltre lo sguardo per tutte le persone ipovedenti e per chiunque voglia avvicinarsi da un’altra prospettiva è una esperienza profonda per quello che, nel corso dei secoli, è diventato un simbolo del nostro territorio».

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