Se il premier di Sua Maestà legge romanzi
Corriere della Sera - Cultura

Se il premier di Sua Maestà legge romanzi

Giovedì 25 giugno 2026
3 visualizzazioni

Andy Burnham, l’ex sindaco di Manchester, che nel giro di qualche settimana dovrebbe diventare Primo ministro britannico, è il primo laureato in Letteratura inglese a capo del governo britannico

L'interrogatorio dell'omicida di Camaiore: «Dovevo ucciderli, mio figlio era pazzo e mia moglie mi picchiava»

Se il premier di Sua Maestà legge romanzi

Luigi Ippolito | 25 giugno 2026

Andy Burnham, l’ex sindaco di Manchester, che nel giro di qualche settimana dovrebbe diventare Primo ministro britannico, è il primo laureato in Letteratura inglese a capo del governo britannico

I tuoi preferiti

Salva questo articolo e leggilo quando vuoi. Il servizio è dedicato agli utenti registrati.

Non hai un account? Registrati in 1 minutoAccedi

Hai salvato un nuovo articolo

Trovi tutti gli articoli salvati nella tua area personale nella sezione preferiti e sull'app Corriere News.

Un letterato a Downing Street: se, come è nelle previsioni, Andy Burnham, l’ex sindaco di Manchester, diventerà nel giro di qualche settimana il Primo ministro britannico, al posto del dimissionario Keir Starmer, avremo il primo laureato in Letteratura inglese a capo del governo di Sua Maestà. Certo, in Gran Bretagna, sulla scena politica e nella vita pubblica in generale, c’è già una forte tradizione umanistica, con la maggioranza dei premier nella storia che hanno studiato Lettere classiche (l’ultimo della serie è stato Boris Johnson): una netta differenza con la nostra predilezione per gli studi giuridici. 

Ma con Burnham si avrà il primo leader specialista di poesie e romanzi: per di più appresi nelle aule di Cambridge, cosa che è un bollino di qualità di comprovate capacità intellettuali (il suo libro preferito? Middlemarch, il capolavoro di George Eliot). Ma, si dirà, che c’entra la letteratura con la politica? C’entra, c’entra... Come ha scritto sul Telegraph Chris Smith, oggi rettore onorario di Cambridge ed ex ministro della Cultura, «non c’è una migliore preparazione per una carriera nella vita pubblica della Letteratura»: perché «quelle opere ci parlano di carattere, relazioni, società...» più di ogni altra cosa. 

D’altra parte, chi meglio di Shakespeare, da Macbeth a Re Lear, per guidarci nei labirinti del potere, o di Jane Austen per demistificare le costrizioni sociali, o di Dickens per condurci per mano fra i poveri e dimenticati? E a maggior ragione nell’epoca della rivoluzione tecnologica e dell’Intelligenza artificiale: perché se avremo sempre bisogno di scienziati e ingegneri, fa notare ancora Chris Smith, c’è altrettanto bisogno di quella comprensione della condizione umana garantita dallo studio della letteratura per guidare, dare forma e sorvegliare gli esiti dell’Intelligenza Artificiale. E allora magari, anche dalle nostre parti, sotto con Manzoni e Leopardi.

25 giugno 2026

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Editoriali e commenti di oggi di Luigi Ippolito

Se il premier di Sua Maestà legge romanzi

Giovedì 25 giugno 2026 di Massimo Gaggi

Da Trump a sinistra politica a fari spenti

Giovedì 25 giugno 2026 di Ernesto Galli Della Loggia

Una politica senza esperienza

Mercoledì 24 giugno 2026 di Carlo Verdelli

Il voto è governato dalla paura

Mercoledì 24 giugno 2026 di Marzio Breda

Mattarella e l'eredità di suo padre

Mercoledì 24 giugno 2026 di Danilo Taino

Vogliamo davvero perdere l’America?

Mercoledì 24 giugno 2026 LEGGI TUTTI

Le Newsletter del Corriere, ogni giorno un nuovo appuntamento con l'informazione

Riceverai direttamente via mail la selezione delle notizie più importanti scelte dalle nostre redazioni.

Iscriviti

Condividi questo articolo