Il vero punto debole della vecchia Europa
Il vero punto debole della vecchia Europa
di Ferruccio de Bortoli | 25 giugno 2026I tuoi preferiti
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L’ex ministro dell’Economia, Giovanni Tria, ospite ieri dell’assemblea Assifact, l’Associazione italiana per il factoring, sostiene che se l’Europa non sarà in grado di affermarsi come «terza gamba» nella sfida tra Stati Uniti e Cina, sarà destinata ad essere solo un grande mercato di consumo. E dal benessere calante. Un futuro di marginalità strategica nella morsa dell’inverno demografico. All’assemblea Assifact, che ha visto l’elezione alla presidenza di Anna Carbonelli, ha partecipato anche il vice direttore generale dell’Abi, l’Associazione bancaria italiana. Gianfranco Torriero ha commentato alcuni dati che danno l’idea di quanto sia elevato il ritardo europeo nell’Intelligenza artificiale (Ai).
Il divario di investimenti tra Europa e Stati Uniti è di circa 700 miliardi nel periodo tra il 2013 e il 2025. Un’enormità. L’America ha accumulato investimenti privati per 757,3 miliardi, la Cina 131,8 e l’Europa appena 41. E l’aspetto paradossale è che anche i nostri risparmi sono affluiti sui mercati finanziari statunitensi alimentando la corsa all’Ai che alterna euforia per la spinta al progresso e paura dell’esplodere di una bolla oltre a tutti i dilemmi etici. Ha ragione Alfonso Fuggetta del Politecnico di Milano che, in un intervento sulla newsletter di Stefano Feltri (Appunti), spiega che dobbiamo preoccuparci di meno delle norme e cercare e attrarre più capitali per la ricerca e il lancio di nuove società nei settori tecnologicamente più avanzati. Con un volume di fuoco finanziario di queste dimensioni ogni start up è destinata ad essere comprata da fondi soprattutto americani. E noi siamo lì che discutiamo nei dettagli tutti gli aspetti, persino quelli più astrusi, delle varie direttive europee, di quelle della Bce, dell’Eba, l’authority bancaria dell’Unione, del Single resolution board, e di tutte le interpretazioni in chiave nazionale. Salvo accorgersi che qualche volta le buone intenzioni per semplificare la vita di aziende e banche (come il pacchetto Omnibus sulla sostenibilità) rimangono desolatamente sulla carta.
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25 giugno 2026
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