Van de Sfroos Bergamo, concerto al Lazzaretto: «La musica come sfogo. Io lotto per gli ultimi»
Corriere della Sera - Cultura

Van de Sfroos Bergamo, concerto al Lazzaretto: «La musica come sfogo. Io lotto per gli ultimi»

Mercoledì 24 giugno 2026
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Il cantautore comasco sarà in concerto il 27 giugno

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Van de Sfroos Bergamo, concerto al Lazzaretto: «La musica come sfogo. Io lotto per gli ultimi»

di Rosanna Scardi

Il cantautore comasco sarà in concerto il 27 giugno

Nuovo capitolo nel percorso artistico di Davide Van De Sfroos che, con il Folkedelic tour, fa dialogare il folk con nuove sonorità, tra atmosfere evocative, racconti e personaggi che da sempre popolano il suo immaginario. Dopo la tournée teatrale con la Folkestra, il cantautore laghée, ovvero che canta storie e vita del suo territorio, il Lago di Como, sabato sera, sarà sul palco del Lazzaretto accompagnato dalla sua band.

Perché il nome Folkedelic per il suo tour?
«Il folk è un genere roots, legato alle origini, però, pur essendo sempre stato emarginato dal mainstream, non passa mai di moda: è come i ruscelli, le piante e certi animali che continueranno a esistere. Ecco, io vorrei mescolare la parte folk con la sensazione che proviene dalle sonorità magiche degli anni ’60, che trasudavano dalle 500 Abarth, dai jukebox e dai mangiadischi, la psichedelia dei Beatles fino a quella dei Grateful Dead, che non risparmiavano suoni country».

Come sarà la scaletta?
«Sarà molto rock. Alla mia età si guarda indietro non in modo nostalgico e piagnucoloso, ma con forza e l’entusiasmo di quando eravamo ragazzini, per far rivivere ai coetanei e far conoscere ai giovani quell’esperienza, suggerendo gli ascolti del passato. I nostri brani, con l’ausilio della band, saranno un po’ dilatati nelle parti musicali, spazieremo e improvviseremo. Non mancheranno i pezzi storici come “Pulènta e galèna frègia” e ci divertiremo a giocare con le citazioni, tra piccoli intarsi di Hendrix e dei Doors, come “Riders on the storm”. Ma sarà una cosa lieve, una leggera tinta. La musica in fondo ti scorre addosso, come la pioggia».

Viviamo un periodo di grandi conflitti e brani come «Il cavaliere senza morte» e «Infermiera» sono attuali.
«E sono protagonisti dei concerti. Anche “Spara Giuvánn”, scritta 35 anni fa lo è. Purtroppo le canzoni contro la guerra non scadono mai, come non scadranno mai “Sciur capitan”, “Il reduce”, “Goga e magoga”, che parla di chi ha fatto il bello e cattivo tempo, un tira e molla con la Terra; ogni volta la profezia preannuncia una catastrofe dal cielo, ma siamo noi gli agenti della distruzione. Le stragi oggi sono i femminicidi, oltre alle zone dei conflitti dove un numero infinito di innocenti, che non capisce neppure da dove e perché sia arrivato un proiettile, viene ucciso. Bob Marley, in “War”, cantava: “Fino a quando il colore della pelle sarà più importante del colore degli occhi ci sarà sempre la guerra”. L’ho raccontato, in modo costante e deciso, senza fare pippotti politici».

A proposito di politica, ne è sempre rimasto estraneo?
«Non sono mai stato affiliato a partiti, anche perché non ho mai riconosciuto una purezza nella politica. Lotto per le persone dimenticate, gli ultimi, i malati, chi soffre di problemi mentali e, dove ci sono guerra, morte e dittature, avrò sempre i brividi».

Quest’anno è arrivato ai 27 anni di carriera.
«Lo sono se consideriamo la pubblicazione del primo album in studio, “Brèva e Tivàn” come Van De Sfroos nel 1999. In realtà, ho iniziato 45 anni fa, come David Action e i Potage. Avevo 17 anni. Da allora non mi sono più staccato dall’asta di un microfono. E dire che, da piccolo, ero terrorizzato dall’idea di dover leggere i numeri della tombola e fare il chierichetto».

Che studi ha fatto?
«Il liceo classico che mi ha dato la cultura, ma non ho preso la maturità. Ero evanescente, ribelle».

Cosa voleva fare da grande?
«Ho scaricato camion per cinque anni, lavorando di giorno e suonando la sera. La musica era il mio sfogo. Mi sono aggrappato fortemente alla scrittura che c’è sempre stata (ho anche scritto dei libri). Quello che scrivevo aveva qualcosa di diverso. Avevo trovato la mia strada».
Concerto il 27 giugno alle 21.30.

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24 giugno 2026

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