Un uovo di legno alto 2 metri, a Trento l'ultima opera di Marco Martalar: «Ogni scaglia custodisce una storia»
La superficie dell'opera è un mosaico di scaglie che nascondono al proprio interno un chip Nfc. Avvicinando lo smartphone con la tecnologia contactless attiva, il visitatore può ascoltare storie reali di cambiamento e rinascita
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Un uovo di legno alto 2 metri, a Trento l'ultima opera di Marco Martalar: «Ogni scaglia custodisce una storia»
di Silvia M.C. SenetteLa superficie dell'opera è un mosaico di scaglie che nascondono al proprio interno un chip Nfc. Avvicinando lo smartphone con la tecnologia contactless attiva, il visitatore può ascoltare storie reali di cambiamento e rinascita
Un uovo di legno alto due metri, adagiato su un nido monumentale di tre metri di diametro, ha ridisegnato da ieri, 23 giugno, il profilo di Largo Pigarelli, a Trento, proprio nei giardini davanti al tribunale. È l'ultima opera-provocazione di Marco Martalar, lo scultore veneto che ha saputo trasformare le ferite dei boschi abbattuti dalla tempesta Vaia del 2018 in gigantesche sculture capaci di commuovere l'Italia. Dopo il drammatico incendio doloso che nel 2023 ha incenerito il celebre drago dell'Alpe Cimbra e la successiva rinascita dalle sue ceneri, la serie di opere si arricchisce di un urbano inedito, ipertecnologico e interattivo.
L'opera
L'installazione si chiama «Frammenti di Vita» ed è il cuore pulsante di «Echo in», un progetto d'arte partecipativa promosso dalla cooperativa Green Land assieme al Comune di Trento e all’Apt del Monte Bondone. A prima vista è una monumentale struttura in legno recuperato, ma la vera rivoluzione è digitale: la superficie dell'opera è un mosaico di scaglie che nascondono al proprio interno un chip Nfc. Avvicinando lo smartphone con la tecnologia contactless attiva, il visitatore può sbloccare, leggere e ascoltare storie reali di cambiamento, resilienza e rinascita. «Ogni scaglia custodisce una storia, un ricordo, una riflessione o un messaggio lasciato da una persona - spiega l'artista nell'illustrare l'interattività del progetto -. L’opera non si limita a essere osservata: può essere esplorata e vissuta attraverso il telefono. Queste storie la trasformano in un racconto collettivo in continua evoluzione, dove ogni visitatore può fermarsi, riflettere e scoprire qualcosa di sé attraverso le parole degli altri».
La raccolta delle testimonianze
L'operazione nasce da un cortocircuito culturale profondo: come possiamo lasciare un segno del nostro passaggio senza vandalizzare ciò che amiamo? Se monumenti e aree naturali vengono spesso sfregiati da scritte o incisioni nate dal bisogno puramente umano di urlare "io c’ero”, l'uovo di Martalar capovolge questo impulso distruttivo e lo canalizza in energia creativa. La firma del passante non danneggia l'opera, ma la edifica. La maggior parte dei contenuti digitali custoditi nell'installazione è stata raccolta originariamente proprio attorno al Drago Vaia Regeneration, in cima al Tablat, a Lavarone, dove chi ha affrontato la fatica del sentiero e la salita in montagna ha trovato la spinta emotiva per registrare e condividere un pezzo del proprio vissuto. Quei racconti intimi ora scendono in città, trasformando i giardini di Trento in un grande archivio di memoria collettiva.
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C'è tempo fino a inizio di settembre per scoprire «Frammenti di Vita» e interagire con l'installazione, posizionata con il supporto dell'ufficio Parchi e giardini del Comune, partecipando a un modo nuovo di abitare lo spazio pubblico ed entrando fisicamente nella narrazione della scultura.
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24 giugno 2026 ( modifica il 24 giugno 2026 | 14:55)
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