Checco Zalone, neo dottore in pianoforte jazz: «Volevo fare il musicista. Papà mi iscrisse a solfeggio, ma dopo qualche lezione ero disperato»
Il comico, attore e regista pugliese è stato insignito del titolo di dottore in pianoforte jazz ad honorem dal conservatorio di Foggia, durante una cerimonia al Rodi Jazz Festival
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Checco Zalone, neo dottore in pianoforte jazz: «Volevo fare il musicista. Papà mi iscrisse a solfeggio, ma dopo qualche lezione ero disperato»
di Luca PerniceIl comico, attore e regista pugliese è stato insignito del titolo di dottore in pianoforte jazz ad honorem dal conservatorio di Foggia, durante una cerimonia al Rodi Jazz Festival
Non solo comico, attore e regista di successo. Da oggi Checco Zalone può aggiungere al suo curriculum anche il titolo di dottore ad honorem in pianoforte jazz. Il riconoscimento è stato conferito ieri dal conservatorio "Umberto Giordano" di Foggia nel corso di una cerimonia speciale ospitata nella sede di Rodi Garganico, all'interno della XXI edizione del "Rodi Jazz Fest".
L'artista pugliese, al secolo Luca Medici, ha ricevuto l'onorificenza per il contributo offerto alla valorizzazione della musica e, in particolare, per le sue qualità di pianista, una dimensione spesso meno conosciuta rispetto a quella che lo ha reso celebre al grande pubblico.
Davanti a studenti, docenti e appassionati, Zalone ha trasformato la sua lectio magistralis in un racconto ironico e autobiografico, ripercorrendo gli inizi del suo rapporto con la musica.
«Quando mio padre mi iscrisse a solfeggio, dopo poche lezioni ero già disperato», ha scherzato, ricordando con il sorriso le difficoltà incontrate durante gli studi musicali da bambino.
L'attore ha raccontato di essersi avvicinato inizialmente alle tastiere elettroniche dotate di accompagnamenti automatici, strumenti molto diffusi negli anni Ottanta e Novanta. «Quando quella tastiera smise di funzionare, fui quasi costretto a confrontarmi davvero con il pianoforte», ha spiegato, ricordando come quell'episodio abbia rappresentato una svolta nel suo percorso artistico.
La passione per il jazz, ha confessato, lo ha accompagnato per molti anni. «Sognavo di diventare un musicista jazz», ha raccontato. Un'ambizione coltivata con entusiasmo, pur riconoscendo con autoironia di non avere mai raggiunto livelli eccelsi come interprete del genere. Non sono mancati i consigli, rigorosamente in stile Zalone, rivolti agli studenti del conservatorio. Con la consueta vena comica ha descritto la vita del jazzista come una strada fatta di sacrifici, studio e poche certezze economiche, strappando più volte le risate della platea.
Nel corso dell'incontro l'artista ha anche ricordato il primo brano che lo avvicinò al mondo del jazz: "Estate", il celebre pezzo composto da Bruno Martino. Un brano che, ha spiegato, ascoltava da bambino durante le esibizioni nei pianobar e che rappresentò una delle sue prime esperienze musicali legate a sonorità jazzistiche. Per l'occasione si è seduto al pianoforte eseguendone alcuni passaggi.
Nel motivare il conferimento del titolo, il conservatorio "Umberto Giordano" ha sottolineato la capacità di Luca Medici di unire talento musicale e linguaggio artistico, evidenziando come il suo percorso professionale sia profondamente legato allo studio e alla pratica del pianoforte, ben oltre il personaggio comico che lo ha consacrato al successo.
La cerimonia, organizzata con accesso riservato agli invitati, ha rappresentato uno degli appuntamenti più attesi del Rodi Jazz Fest, celebrando un artista che, prima ancora di conquistare cinema e televisione, aveva coltivato il sogno di vivere di musica.
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24 giugno 2026 ( modifica il 24 giugno 2026 | 10:49)
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