Con l’Intelligenza artificiale Pompei ritorna al passato: un’app restituisce la vita alle domus e agli antichi teatri
La tecnologia digitale riarreda la Casa del Citarista. Poi un'immersione in luoghi come il Foro, il Teatro Grande, l’Odeon e l’Anfiteatro che rivivono come oltre duemila anni fa
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Con l’Intelligenza artificiale Pompei ritorna al passato: un’app restituisce la vita alle domus e agli antichi teatri
di Gimmo Cuomo, nostro inviatoLa tecnologia digitale riarreda la Casa del Citarista. Poi un'immersione in luoghi come il Foro, il Teatro Grande, l’Odeon e l’Anfiteatro che rivivono come oltre duemila anni fa
Più reale della realtà di duemila anni fa. O quasi. Nel Parco archeologico di Pompei l’antica città romana rivive con tratti sempre più definiti ed eloquenti grazie alla app Portyl che consente di applicare i principi della cosiddetta realtà aumentata.
Il primo step di un progetto molto più vasto, che si estende ad altri luoghi all’interno del sito, si effettua nella Casa del Citarista, una delle più grandi domus pompeiane che sarà aperta oggi ai visitatori. All’interno della casa, celebre per la statua dell’Apollo Citarista (l’originale è ora al Mann) i visitatori potranno osservare ambienti, arredi e scene di vita quotidiana ricostruiti fedelmente grazie alla tecnologia digitale.
Utilizzando un iPhone, un cellulare Android, ma anche un tablet, si potrà fruire delle ricostruzioni dettagliate e storicamente accurate degli spazi e degli arredi, esplorare liberamente ogni luogo, osservando non solo l’architettura, ma anche le persone, gli animali e gli eventi che un tempo davano vita a questi spazi. A L’Apollo di Pompei: ricostruzione di un capolavoro classico è dedicato il libro del direttore del Parco archeologico Gabriel Zuchtriegel, stampato da Giunti e Sillabe.
Come ricordato, il progetto prevede l’«animazione» realistica di luoghi simbolo come il Foro, l’Anfiteatro, il Teatro Grande e l’Odeion (teatro piccolo) che diventeranno visibili in realtà aumentata, offrendo un viaggio immersivo nel cuore della città antica.
Gli utenti potranno, insomma, assistere a momenti della vita quotidiana di Pompei come i combattimenti dei gladiatori nell’anfiteatro, gli spettacoli nei teatri, e perfino all’eruzione del Vesuvio.
La tecnologia su cui si basa l’app Portyl, realizzata da Histoury Inc., è combinata con le più recenti innovazioni nei campi del LiDar, della fotogrammetria e dell’Intelligenza artificiale generativa. Ogni sito all’interno di Pompei viene meticolosamente scansionato, studiato approfonditamente e ricreato con cura dal team di artisti della Histoury Inc. Gli esperti archeologi di Pompei esaminano ogni dettaglio per garantire che ciascuna ricostruzione rispetti i più elevati standard di autenticità scientifica.
Senza esagerazioni siamo di fronte a un nuovo modo di intendere l’archeologia. Come spiega lo stesso Zuchtriegel: «L’introduzione dell’Intelligenza artificiale e delle tecnologie digitali segna un passaggio cruciale. Questi strumenti sono destinati a rivoluzionare la tutela, la ricerca e la fruizione del patrimonio culturale. Tuttavia, questa rivoluzione non è neutrale. Il suo esito dipende dall’uso che ne faremo. L’AI rappresenta una straordinaria opportunità se orientata alla democratizzazione della conoscenza, rendendo accessibili a tutti contenuti complessi e spesso difficili da comprendere. Può ampliare il pubblico, coinvolgere nuove generazioni e abbattere barriere culturali e fisiche».
Il direttore è consapevole di un rischio, ma indica anche la strada per evitare che si concretizzi. «C’è la possibilità che la tecnologia si chiuda in un circuito autoreferenziale, arrivando a produrre contenuti per sé stessa, senza un reale legame con la ricerca scientifica e con il patrimonio autentico. È proprio qui che entra in gioco il ruolo dell’archeologia. Gli archeologi non devono diventare spettatori passivi di macchine che elaborano dati e ricostruzioni, ma registi consapevoli della trasmissione del patrimonio. La sfida è guidare queste tecnologie, assicurando che ogni ricostruzione digitale sia fondata su basi solide, verificabili e condivise mantenendo un equilibrio tra spettacolarizzazione e rigore scientifico».
Il visitatore può scaricare gratuitamente l’app Portyl attraverso Qr code — posizionati presso le tre entrate del Parco, oppure nelle aree incluse nell’esperienza — che indirizzano all’App Store o al Play Store. Portyl sarà gratuita fino al 15 luglio 2026. Successivamente, all’interno dell’app saranno disponibili tre contenuti gratuiti: la Basilica (nei pressi del Foro), Quadriportico ed esterno dell’Anfiteatro. Tutti gli altri contenuti immersivi saranno disponibili a pagamento, al costo di 15 euro.
Questi i siti inclusi nell’esperienza completa: il Foro, la Domus del Citarista, il Teatro Grande, l’Odeon e l’Anfiteatro. Inoltre, presso la biglietteria, il bookshop e gli infopoint gestiti da Opera Laboratori Fiorentini sarà possibile noleggiare al costo di 20 euro un tablet che include l’app Portyl con tutti i contenuti interamente sbloccati.
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