Cartoline della felicità: una foto scattata a Cortina nel 1941 diventa «miccia» per il romanzo Dignità di Lea Ypi
Corriere della Sera - Cultura

Cartoline della felicità: una foto scattata a Cortina nel 1941 diventa «miccia» per il romanzo Dignità di Lea Ypi

Martedì 23 giugno 2026
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L'immagine è virale in Albania. La conca ampezzana, senza volerlo, scatena l’impulso della buona letteratura

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Cartoline della felicità: una foto scattata a Cortina nel 1941 diventa «miccia» per il romanzo Dignità di Lea Ypi

di Francesco Chiamulera

L'immagine è virale in Albania. La conca ampezzana, senza volerlo, scatena l’impulso della buona letteratura

Una cartolina di Cortina del 1941

«Una giovane coppia elegante fissa l'obiettivo, allungata sulle sdraio di un albergo di lusso. Sullo sfondo si vedono due paia di sci appoggiati al muro, appena sotto un porticato. La donna indossa una lunga pelliccia bianca e tiene le mani affondate nelle tasche, una borsetta in equilibrio precario sulle ginocchia. L'ampio sorriso e l'espressione un po' assente contrastano con lo sguardo molto più serio, quasi penetrante dell'uomo sulla sdraio al suo fianco. Difficile dire se tenga la fronte aggrottata e gli occhi stretti per il riverbero del sole, per un moto di contrarietà o nel tentativo di comunicare qualcosa al fotografo. C'è un pacchetto di sigarette su un tavolino là accanto, sopra una busta di carta, raffinata ma non appariscente. A fatica si distingue una scritta: Hotel Vittoria». E chi l’avrebbe detto. Chi l’avrebbe detto, che una vecchia foto in bianco e nero scattata nell’inverno 1941 a Cortina d’Ampezzo sarebbe diventata l’innesco, la miccia per un romanzo del 2026 che in realtà parla di altro, non certo di vacanze e nemmeno di villeggiatura: il romanzo di Lea Ypi, «Dignità» (Feltrinelli). 

La foto virale

Eppure è per inseguire un ricordo, non solo quello della foto, ma il ricordo della felicità che la nonna di Lea, Leman, riferiva di quei giorni a Cortina con nonno Asllan («mi sentivo la persona più felice vivente, e Cortina era il posto più felice al mondo»), che la nipote oggi scrive. La foto infatti viene postata su un qualche social, diventa quasi subito virale nell’Albania di oggi, e puntualmente viene ricoperta dai soliti insulti tanto violenti quanto casuali, quelli che ingolfano le nostre vite online. È allora che Lea comincia a ricordare, «per sottrarre mia nonna agli orchi. Per parlarle. Per capire perché sorrideva nella foto, e scoprire se il sorriso era sincero. Per trovare la verità o cercare di immaginarla. Per scoprire chi l'aveva tradita. Per recuperare le foto della luna di miele. Per scrivere un libro. Per vedere se il passato è già Storia o non ancora. Per vedere se tutto è cambiato». 

La nostalgia

Non bisogna ricordare quanto soggettiva sia la nostalgia, specie se si pensa a quel tempo terribile per l’Europa, il 1941, nella tempesta della guerra. Ma così funziona la cartolina dalla felicità per Ypi, che per prima ammette il disagio nel constatare lo iato tra le attività frivole dei nonni - sci al mattino, bridge nel pomeriggio, balli la sera - e l’orrore che li circondava: scatena delle domande. Ricordare, al meglio possibile, per provare a capire. E come ha detto una volta Rossana Rossanda ad Antonio Gnoli, «nessuna nostalgia è così forte da non poter essere sostituita dalla memoria». Dunque evviva Lea Ypi e la sua ricerca. E viva anche Cortina che ancora una volta, senza volerlo, scatena l’impulso della buona letteratura.

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