Il dissalatore e la posidonia
Comune e Regione hanno una dannata fretta di aprire i cantieri per i dissalatori nuovi prima che il 30 giugno cali il sipario sul Pnrr
Il dissalatore e la posidonia
Gian Antonio Stella | 23 giugno 2026Comune e Regione hanno una dannata fretta di aprire i cantieri per i dissalatori nuovi prima che il 30 giugno cali il sipario sul Pnrr
I tuoi preferiti
Salva questo articolo e leggilo quando vuoi. Il servizio è dedicato agli utenti registrati.
Non hai un account? Registrati in 1 minutoAccediHai salvato un nuovo articolo
Trovi tutti gli articoli salvati nella tua nella sezione preferiti e sull'app Corriere News.
C’è una raffica di 52 (cinquantadue!) visto e vista nel decreto della Regione siciliana che ha autorizzato «la posa della condotta sottomarina di scarico della salamoia del dissalatore di Filicudi (ME) in relazione al progetto per la realizzazione ex novo di impianti di dissalazione dell’acqua marina finalizzati alla produzione di acqua potabile» sulla spiaggia più famosa di Filicudi. Compresa la citazione di una fantomatica «relazione integrativa per espianto e reimpianto posidonia», la prateria sottomarina essenziale per la vita del pianeta, sconsigliata da tutti gli esperti, a partire da Ispra e Cnr, per i costi stratosferici e i risultati sconfortanti nonostante i primi tentativi risalgano agli anni 40 del Novecento. Prova provata che i dubbi, alle autorità locali, sono entrati e usciti da un orecchio all’altro.
Nonostante nel Parere n. 99 del 17 maggio 2021 del Ministero della Transizione Ecologica sia scritto: «Non è possibile escludere che gli interventi di espianto da altre praterie di posidonia abbiano limitata efficacia e vadano a compromettere ulteriori porzioni di prateria». Testuale. Imperdibile, ieri, mentre partivano via Pec gli avvisi ai proprietari dei terreni destinati a essere requisiti, il titolo de La Gazzetta del Sud: «Il sindaco vuole nuovi dissalatori ma quello di Lipari è una sciagura». Dice tutto la relazione finale a un progetto di ricerca coi timbri della Repubblica Italiana, della Regione, del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale. Dove si racconta che i lavori di «ammodernamento» del vecchio dissalatore iniziati nel lontano 2011 per fornire 100 litri al secondo «sono stati realizzati parzialmente» per le «numerose inadempienze» della ditta e che da allora «i lavori sono fermi» e l’impianto lavora a metà e «parecchi edifici» non sono completati e collaudati quindi «non si può utilizzare la superficie delle coperture per ubicarvi l’impianto fotovoltaico» indispensabile per non dire dell’«irreparabile rottura di ben due motogeneratori sui tre in esercizio»... Era il 2023. Da allora non si è mosso nulla.
Eppure Comune e Regione hanno una dannata fretta di aprire i cantieri per i dissalatori nuovi prima che il 30 giugno cali il sipario sul Pnrr. Perché, se è impossibile che i lavori finiscano prima della scadenza? C’è chi ha fatto capire che in ogni caso arriveranno un po’ dei soldi promessi? A pensar male si fa peccato, diceva Giulio Andreotti, ma spesso si indovina...
23 giugno 2026
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Editoriali e commenti di oggi di Gian Antonio StellaIl dissalatore e la posidonia
Martedì 23 giugno 2026 di Giancristiano DesiderioTroppi festival con qualcuno messo in castigo
Lunedì 22 giugno 2026 di Giovanna IannantuoniScuola e libertà ai tempi dell'AI
Lunedì 22 giugno 2026 di Goffredo BucciniIl «fattore M» che pesa nelle urne
Lunedì 22 giugno 2026 di Dacia MarainiNoi e gli animali sullo stesso pianeta
Lunedì 22 giugno 2026 di Danilo TainoDopo dieci anni, Brexit resta Brexit
Lunedì 22 giugno 2026 LEGGI TUTTI Gian Antonio StellaLe Newsletter del Corriere, ogni giorno un nuovo appuntamento con l'informazione
Riceverai direttamente via mail la selezione delle notizie più importanti scelte dalle nostre redazioni.
Iscriviti