Metamorfosi, Ovidio e le arti in mostra alla Galleria Borghese. 80 opere dall'antichità al XX secolo: Bernini, Rubens, Rodin
Corriere della Sera - Cultura

Metamorfosi, Ovidio e le arti in mostra alla Galleria Borghese. 80 opere dall'antichità al XX secolo: Bernini, Rubens, Rodin

Martedì 23 giugno 2026
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L'esposizione, realizzata con il Rijksmuseum di Amsterdam, racconta l’eredità del poema latino: storie e miti di passioni, desideri, astuzie, violenze, inganni

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Metamorfosi, Ovidio e le arti in mostra alla Galleria Borghese. 80 opere dall'antichità al XX secolo: Bernini, Rubens, Rodin

di Edoardo Sassi

L'esposizione, realizzata con il Rijksmuseum di Amsterdam, racconta l’eredità del poema latino: storie e miti di passioni, desideri, astuzie, violenze, inganni

Auguste Rodin, Le Metamorfosi di Ovidio, 1886 circa, gesso, Londra, Victoria and Albert Museum

Passioni incontrollabili, desideri divoranti, vizi inconfessabili, astuzie, violenze, inganni, paure, passioni, gioie, dolori, gelosie, vendette, potere, lussurie... Ma anche infinite possibilità di redenzione (mutando sé stessi, o gli altri). Quindi le storie narrate da Ovidio nel suo libro più famoso, le Metamorfosi, continuano anche dopo millenni a parlare di noi? E quei miti (solo) apparentemente lontani anni luce, sono ancora oggi, dopo esserlo stati per secoli, fonte di riflessione e/o ispirazione? A queste domande prova a dare riposta la mostra inaugurata il 22 giugno alla Galleria Borghese, seconda tappa di un progetto espositivo unitario che il museo romano ha realizzato insieme al Rijksmuseum di Amsterdam, dove la prima tappa di Metamorfosi. Ovidio e le arti ha visto la luce lo scorso mese di febbraio.

Percorso a cura di Francesca Cappelletti e Frits Scholten

Circa ottanta le opere incluse nel percorso di un museo, la Borghese, che — è stato ricordato anche ieri dai curatori della rassegna, Francesca Cappelletti e Frits Scholten, oltre che dal direttore del Rijks, Taco Dibbits — è il luogo privilegiato e quasi un simbolo del tema ovidiano, disseminato ovunque nelle sale monumentali ed evocato in particolare dai capolavori di Bernini: Apollo e Dafne, spettacolare interpretazione dei versi del poema ovidiano, emblema dell’arte barocca, e il Ratto di Proserpina, altro capolavoro marmoreo raffigurante uno stupro, con le dita di Plutone che affondano nella carne della giovane dal volto terrorizzato.

Plutone e Orfeo ed Euridice

Accanto al primo gruppo scultoreo — tra gli accostamenti più suggestivi dell’intero percorso — un gioiello come il dipinto di Antonio del Pollaiolo (1441 ca. – ante 1496), dello stesso soggetto, prestato dalla National Gallery di Londra. Nella stessa stanza dove si trova la seconda scultura si possono invece ammirare, tra gli altri, un Plutone di Agostino Carracci, dalla Galleria Estense di Modena (1592 circa) e la grande tela di Rubens (due metri e mezzo di base) raffigurante Orfeo ed Euridice, dal Prado.

Metamorfosi come principio generatore di vita

Da questa sezione — dedicata al mondo sotterraneo, al racconto del rapimento di Proserpina e della disperata ricerca della figlia da parte di Cerere, occasione per riflettere sui temi della perdita, della rinascita e dell’alternarsi delle stagioni — si passa alle altre sale per una narrazione che nel suo complesso attraversa secoli di storia, dall’antichità al XIX-XX secolo, con sculture di Rodin e Brancusi, e tele di Jean-Léon Gérôme a evocare il mito di Pigmalione e Galatea. Unica eccezione contemporanea, l’installazione dell’artista sudcoreana Anicka Yi nella prima sala dedicata al racconto della creazione del mondo, con opere (anche) di Louis Finson, Hendrick Goltzius, Herri met de Bles a evocare il passaggio dalla materia informe all’ordine del cosmo: le Metamorfosi come principio generatore di vita.

Medusa, Narciso e il potere dell'amore

Il mito di Perseo e Medusa, (il volto reciso della gorgone nella tela di Rubens, in arrivo da Brno, e la lamina d’oro con la sua testa dai Musei Vaticani, tra le immagini di maggiore impatto), e ancora Il potere dell’amore. Venere, Cupido e Narciso(Eco e Narciso di Poussin, dal Louvre),Aracne: tessere le storie o Leda e il cigno sono gli altri capitoli di un racconto per immagini lungo il quale il visitatore può — ammirando quadri, sculture, oggetti, libri, arazzi — riflettere sul tema dei temi, più vivo che mai e reso eterno da un poeta morto più di duemila anni fa, Publio Ovidio Nasone: Omnia mutantur, nihil interit. Tutto cambia ma nulla muore.

Informazioni per la visita

Metamorfosi. Ovidio e le arti, fino al 20 settembre, Galleria Borghese (piazzale Scipione Borghese 5), tel. 06.32810, www.galleriaborghese.it Ingresso intero: 16 €. Prenotazione obbligatoria per tutte le tipologie di biglietto: 2 € Orari: dal martedì alla domenica dalle 9 alle 19 (ultimo ingresso alle 17.45). Catalogo: Allemandi. Mostra realizzata con il sostegno di Intesa San Paolo - Gallerie d’Italia e Webuild S.p.A

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