Checco Zalone, laurea ad honorem in pianoforte jazz per il campione d'incassi del cinema italiano
Corriere della Sera - Cultura

Checco Zalone, laurea ad honorem in pianoforte jazz per il campione d'incassi del cinema italiano

Martedì 23 giugno 2026
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Il 18 giugno, a Rodi Garaganico, Luca Medici (in arte Checco Zalone) riceve la laurea ad honorem del conservatorio musicale Umberto Giordano di Foggia

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Checco Zalone, laurea ad honorem in pianoforte jazz per il campione d'incassi del cinema italiano

di Davide Grittani

Il 18 giugno, a Rodi Garaganico, Luca Medici (in arte Checco Zalone) riceve la laurea ad honorem del conservatorio musicale Umberto Giordano di Foggia

Solo chi non ne conosce il genio e l’estemporaneità, ha storto il naso quando Luca Pasquale Medici da Capurso (al secolo Checco Zalone) e Francesco De Gregori (per tutti “Il Principe”) hanno annunciato l’uscita di Pastiche, raccolta di classici della musica italiana mescolati a brani del repertorio di De Gregori divenuti patrimonio collettivo. Quelli che hanno storto il naso forse non sanno che mentre Checco Zalone usa la musica come veicolo, per arrivare dove non riesce nemmeno il cinema, Luca Medici suona col rigore, l’attitudine e la versatilità dei veri musicisti. 

In rete circola un reel, pochi ma significativi secondi, in cui, invitato a una festa privata, Medici si produce in un’improvvisazione che lascia supporre come il legame col pianoforte sia più simbiotico di quanto la sua popolarissima maschera induca a ritenere.

Proprio a questa simbiosi sembra rivolgersi il conservatorio musicale Umberto Giordano di Foggia, che oggi conferisce a Luca Medici la laurea ad honorem in pianoforte jazz (ore 18,00, anfiteatro sede distaccata di Rodi Garganico, nell’ambito della XXI edizione del Rodi Jazz Fest). Annunciata nei giorni scorsi, e confermata anche di recente, la presenza di Medici alla cerimonia in suo onore, non resta che complimentarsi con la direzione del conservatorio foggiano (presieduto da Maria Rosaria Lombardi, diretto da Donato Della Vista e Maria Vittorio Giacomo Mistrangelo) e provare ad entrare nel merito di una decisione molto coraggiosa. 

«Un riconoscimento che il conservatorio Umberto Giordano attribuisce a un artista capace di coniugare comicità ed eccellenti qualità musicali, valorizzandone in particolare una dimensione meno nota al grande pubblico ma profondamente radicata nel suo percorso professionale: quella di pianista jazz», ha commentato il conservatorio, provando a far tacere il fuoco amico di orchestre, band, solisti e musicisti jazz che ne contestano apertamente «l’infondatezza della scelta e l’insussistenza dei requisiti necessari per il conferimento».

Ma andando oltre gli schieramenti ideologici, Luca Medici è molte cose oltre ad essere Checco Zalone. Per esempio è un abilissimo musicista, con un repertorio così colto ed eterogeneo che potrebbe far passare in secondo piano l’inesauribile sequela di gag cui ci ha abituati il protagonista di film che hanno riscritto la storia degli incassi del cinema italiano (Cado dalle nubi, Che bella giornata, Sole a catinelle, Quo vaod Tolo Tolo e Buen camino). Ed è proprio sulla sua vocazione jazz che ha puntato la commissione che ha gli conferito la laurea ad honorem, invitando all’ascolto attivo della canzone "Immigrato", tratta da Tolo Tolo, che nel 2021 vinse il David di Donatello: «Alcuni dei contrappunti che nel brano si sentono molto sfumati, soprattutto dalla metà in poi, testimoniano limpidamente che la matrice di riferimento di Luca Medici è quella dell’universo jazz – aggiungono dal conservatorio Giordano –, così come quasi tutte le scelte delle colonne sonore dei suoi film sono chiaramente ispirate da una vastità e da una complessità di conoscenze musicali che, insieme alle sue capacità artistiche, ci hanno indotto al conferimento della laurea a un artista davvero poliedrico, culturalmente molto avanti».

Durante una puntata di "Resto umile show" (quella andata in onda il 9 dicembre 2011, su Canale 5), Medici si esibì al pianoforte insieme ad Al Jarreau in una divertente, ma calibratissima, versione di Georgia on my mind, a ulteriore conferma di un riconoscimento che può far discutere, ed è utile che ciò avvenga, ma non è improvvisato; al contrario, viene da lontano (l’iter procedurale può protrarsi per mesi, in taluni casi anni). 

Quella conferita oggi a Rodi Garganico sembra una laurea tutt’altro che animata dalla necessità – da parte del conservatorio – di strappare un po’ di titoli sui giornali: in primo luogo perché il primo a non prendersi sul serio sarà lo stesso Medici, quindi perché la volontà degli organizzatori è unicamente quella di accendere le luci su una “vita nascosta” da una più “fortunata”, su un talento che si è messo a disposizione di quello principale senza sparire del tutto. Un talento cresciuto nel silenzio, approfittando dei vantaggi dell’anonimato. E per quelli che storcono il naso, questa è la seconda laurea di Luca Medici: la prima è in giurisprudenza.

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23 giugno 2026

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