Noi e gli animali sullo stesso pianeta
Corriere della Sera - Cultura

Noi e gli animali sullo stesso pianeta

Lunedì 22 giugno 2026
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Che senso ha ormai la caccia? In un momento in cui perfino gli esseri umani rischiano l’estinzione per incuria e mania distruttiva, non sarebbe l’ora di curare e proteggere la vita anziché procurare la morte?

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Noi e gli animali sullo stesso pianeta

Dacia Maraini | 22 giugno 2026

Che senso ha ormai la caccia? In un momento in cui perfino gli esseri umani rischiano l’estinzione per incuria e mania distruttiva, non sarebbe l’ora di curare e proteggere la vita anziché procurare la morte?

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C’era veramente bisogno di nuove regole sulla caccia che allargassero le libertà dei cacciatori? Per esempio l’estensione delle aree cacciabili, o la ripresa del permesso di tenere gli uccelli da richiamo in gabbia? O il diritto di caccia nelle aree demaniali? O la caccia in periodo di nidificazione?

Ma non voglio addentrarmi nelle questioni legali che non mi competono. Vorrei cercare di fare un discorso generale sulla caccia.

La presa della preda nasce con le esigenze dell’uomo primitivo, per la semplice ragione che l’agricoltura non era ancora conosciuta. Gli esseri umani vivevano di raccolta e di caccia, dormivano nelle grotte ed erano nomadi. La bestia veniva abbattuta con arco e frecci. E ricordiamo che gli animali selvatici dominavano i territori. Gli uomini dovevano difendersi da animali feroci e nello stresso tempo dovevano procurarsi il cibo per sopravvivere .

Con la scoperta dell’agricoltura gli esseri umani diventano stanziali e la proprietà crea nuovi doveri e diritti. La carne smette di essere la unica fonte di proteine. Inoltre dall’arco e la freccia si passa al ferro al fucile e ai coltelli.

Nascono le grandi proprietà, i territori che appartenevano alle bestie selvatiche vengono sempre più ristrette. Lo sterminio degli animali selvatici procede rapido e deciso. Gli esseri umani cominciano e vedere la caccia non più come una difesa e una attività necessaria alla sopravvivenza ma come un divertimento. I grandi signori del Medioevo dell’era feudale allevavano cani da fiuto e partivano sui cavalli per la caccia ai cervi, alle tigri, ai lupi.

Oggi nessuno caccia più per nutrirsi, ma solo per provare la propria superiorità sugli animali, o per sfida, o per esercitare la propria capacità di tiro.

Fra l’altro le armi sono diventate sempre più sofisticate, e gli animali selvatici stanno sparendo.

Sarebbe il caso di ricordare che non siamo i padroni del mondo ma gli inquilini di uno stesso pianeta che ha bisogno di tutte le sue vite per sopravvivere.

Che senso ha ormai la caccia? In un momento in cui perfino gli esseri umani rischiano l’estinzione per incuria e mania distruttiva, non sarebbe l’ora di curare e proteggere la vita anziché procurare la morte?


22 giugno 2026

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