«Il Quarto Stato» avrà il sigillo Unesco? L'opera che restò invenduta e mobilitò il primo crowdfunding civico della storia
Corriere della Sera - Cultura

«Il Quarto Stato» avrà il sigillo Unesco? L'opera che restò invenduta e mobilitò il primo crowdfunding civico della storia

Lunedì 22 giugno 2026
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Il capolavoro di Pellizza da Volpedo in corsa per entrare nella lista dei beni Patrimonio dell'Umanità. Ne ripercorriamo la storia, a partire dalla sottoscrizione lanciata dalle pagine del Corriere della Sera

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«Il Quarto Stato» avrà il sigillo Unesco? L'opera che restò invenduta e mobilitò il primo crowdfunding civico della storia

di Rosalba Graglia

Il capolavoro di Pellizza da Volpedo in corsa per entrare nella lista dei beni Patrimonio dell'Umanità. Ne ripercorriamo la storia, a partire dalla sottoscrizione lanciata dalle pagine del Corriere della Sera

Il Quarto Stato diventerà Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco? Intanto a Torino ci siamo ricordati dal suo autore, Giuseppe Pellizza? Insomma.. Il pittore del dipinto intitolato Il Quarto Stato (1901) si è meritato una viuzza in periferia fatta di nulla, pochi metri fra case e magazzini, la prima minuscola traversa sulla destra di strada Settimo, dopo piazza Sofia. Nella targa niente nome, solo il cognome, ma almeno ci sono le date e si sa che è un pittore.


Liquidato così l’autore di un dipinto-icona, riprodotto ovunque, anche sulle scatole di cioccolatini, con cui Bertolucci apre il film Novecento, e tornato ufficialmente alla Galleria di Arte Moderna di Milano, sede che gli era stata assegnata un secolo prima, nel 1921.


Ma avrebbe potuto essere a Torino. Era stato presentato infatti per la prima volta proprio a Torino nel 1902, alla GAM ci sono altre opere di Pellizza, fra cui quel luminoso Specchio della Vita con le pecore messe in fila.

L'artista

Lui, Pellizza, una storia personale struggente - era nato il 28 di luglio del 1868, cento anni prima di una data che avrebbe cambiato molte cose e sceglierà di morire impiccandosi a una trave del suo studio di Volpedo il 24 giugno 1907, a 39 anni, sconvolto dalla morte del suo ultimo figlio Pietro e poco dopo della moglie amatissima ( è lei la figura centrale del Quarto Stato) Teresa Bidone - aveva inviato Il Quarto Stato nel 1902 alla Quadriennale di Torino. Sperava che quella grande tela fosse oggetto di un acquisto, magari della Casa Reale o del ministero. Invece l'opera non ebbe alcun riconoscimento (la giuria decretò vincitore il bozzetto di Davide Calandra per il Monumento al Principe Amedeo) e nessuno si fece avanti per acquistarla, né un museo, un ente pubblico, e men che meno la Casa Reale, preoccupata per il tema di forte impatto sociale. Invenduta e non premiata l’opera tornò nello studio di Volpedo, accompagnata solo dalla stima dì qualche amico, come il poeta Giovanni Cena, che profetizzò per il quadro una lunga fama nel tempo.

A Milano

Per far uscire il Quarto Stato dall’oblio bisogna aspettare il maggio del 1920, quando l’opera approda nella Milano del sindaco socialista Emilio Caldara in una mostra monografica dedicata a Pellizza alla Galleria d’Arte di Lino Pesaro, in via Manzoni, curata da Ugo Ojetti, critico del Corriere della Sera.

Un’esposizione che oltre ad essere un omaggio al grande artista e un aiuto per i suoi eredi voleva essere un invito a trovare finalmente una collocazione al quadro rimasto nello studio di Volpedo. Fu un grande successo di pubblico e di critica, molte opere furono vendute, tranne il “Quarto Stato”. Così iniziò a farsi strada l’idea di una pubblica sottoscrizione per l’acquisto del dipinto, sostenuta dalle pagine del Corriere che tra aprile e maggio pubblicò l’annuncio della ricerca di finanziamenti e una serie di articoli a firma di importanti critici. Forse il primo crowdfunding civico, grazie al quale il Quarto Stato entrò nelle Civiche raccolte milanesi il 20 maggio 1920, destinazione la Galleria d’arte moderna del Castello Sforzesco. Dove ora la grande tela è tornata, dopo un po’ di peregrinazioni.

Il borgo di Volpedo

Negli Anni Trenta è confinata in un deposito, da cui riemergerà solo alla metà degli Anni Cinquanta, quando viene collocata nella Sala della Giunta di Palazzo Marino, dove rimane fino al 1980, quando viene trasferita alla GAM e da dicembre 2010 spostata al Museo del Novecento. Da luglio 2022 il Quarto Stato è tornato a casa, alla GAM a cui era destinato dal 1921. E ora la proposta della candidatura a Patrimonio dell’Unesco. Un’occasione anche per andare a Volpedo, nell'alessandrin0, uno dei Borghi più belli d’Italia, a visitare lo studio di Pellizza e il Museo didattico con installazione multimediale in piazza Quarto Stato. E girare per il paese, dove i luoghi del pittore rivivono nelle grandi riproduzioni di dieci opere disseminate nel borgo, nei paesaggi che le hanno ispirate. Un museo all’ aperto, popolare e collettivo, nello spirito di Pellizza. Aveva ragione Giovanni Cena quando scrisse del Quarto Stato «è una cosa che resterà e che non ha paura del tempo, perché il tempo le gioverà». Vedremo se la pensa così anche l’Unesco.

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