Alessandro Giammei, «figlio d'anima» di Michela Murgia: «Giudicano il suo aspetto e non i suoi romanzi, è triste»
La lettera di Giammei, assistant professor di Italian Studies a Yale, curatore postumo delle opere di Murgia e membro della sua famiglia queer: «Successe anche a Grazia Deledda, nulla cambia»
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Alessandro Giammei, «figlio d'anima» di Michela Murgia: «Giudicano il suo aspetto e non i suoi romanzi, è triste»
di Alessandro GiammeiLa lettera di Giammei, assistant professor di Italian Studies a Yale, curatore postumo delle opere di Murgia e membro della sua famiglia queer: «Successe anche a Grazia Deledda, nulla cambia»
Pubblichiamo la lettera di Alessandro Giammei, assistant professor di Italian studies a Yale, curatore postumo delle opere di Michela Murgia e suo «figlio d’anima», dopo il caso delle offese pronunciate da Michele Mari nei confronti di Murgia.
Ho seguito, con rammarico, questa polemica. Dico con rammarico perché, da un contesto di prestigio come il premio Strega, mi aspetterei partissero dibattiti su Accabadora, o sui racconti di Anna della pioggia di Michela Murgia, non su se fosse bella o brutta. D’altronde ho scoperto di recente, facendo ricerca, che quando morì Grazia Deledda novant’anni fa molti «coccodrilli» di critici eminenti sui giornali italiani insistevano sul suo aspetto e sul fatto che le sue vere vocazioni primarie fossero la famiglia e la casa.
Solo una cosa mi rallegra. Mi fa piacere pensare che, se una mia studentessa di letteratura italiana di vent’anni seguisse le ricostruzioni uscite di questa faccenda, ne apprenderebbe che, di fronte a certe idee sulle donne, persino quando espresse da un uomo autorevole e dagli eccezionali meriti letterari, oggi in Italia c’è almeno una grande scrittrice che si stupisce e risponde a tono, immediatamente, davanti a colleghe e colleghi.
Non so poi chi abbia riferito della lite ai giornali, né con quanta accuratezza. In ogni caso il valore di Teresa Ciabatti è nei suoi romanzi — ne ho anche scritto e parlato in pubblico in diverse occasioni — ma direi che può essere orgogliosa anche della sua condotta in questo incidente. Del resto, da La più amata a Donnaregina, negli ultimi anni Ciabatti ha raccontato gli impulsi che animano questa polemica molto più profondamente (e inquietantemente) di quanto non si possa fare adesso in commenti, post e articoli.
22 giugno 2026
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