«Le due parole che non voleva si pronunciassero»
Le sorelline scomparse in Abruzzo ritrovate a Formia: «Erano a casa di un familiare, stanno bene»
CARLO GINZBURG«Le due parole che non voleva si pronunciassero»
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Intervistai per la rivista «Antifascista» fondata da Sandro Pertini, Carlo Ginzburg. Mi parlò della sua famiglia, della mamma Natalia, del babbo che conobbe per pochi anni per la morte prematura nel carcere di Regina Coeli di Roma. Ginzburg non volle che io riportassi le parole tortura e sevizie. Voleva evitare che fosse considerato martire ed eroe della Resistenza. Per pudore e anche per orgoglio di una ferita incancellabile, il professore mi pregò di omettere quelle due parole terribili. Ciò non toglieva nulla del suo eroico sacrificio per la sua nuova patria. Era nel cosiddetto «lessico» di famiglia. La sua morte mi ha commosso per queste ragioni e per la sua modestia pur essendo uno storico illustre del quotidiano, noto in Italia e al mondo.Filippo Senatore
22 giugno 2026
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