Chi è alla ricerca di popolarità fugge a gambe levate da Trump
Corriere della Sera - Cultura

Chi è alla ricerca di popolarità fugge a gambe levate da Trump

Lunedì 22 giugno 2026
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Chi è alla ricerca di popolarità fugge a gambe levate da Trump

risponde  Luciano Fontana

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(SOLINAS)

Caro direttore, 
davvero è solo una coincidenza l’attacco quasi infantile di Donald Trump a Giorgia Meloni e ai leader europei il giorno dopo la distruzione che i droni ucraini hanno seminato sulla città di Mosca? O dietro questo comportamento incomprensibile c’è una sorta di voglia di compensazione verso lo smacco subito da Vladimir Putin? Davvero si può banalizzare tutto senza comprendere le possibili ragioni che ci starebbero dietro?Mario Taliani

L’ attacco di Trump è stato così volgare e incomprensibile, visto che parliamo del presidente degli Stati Uniti, che trovare una qualche giustificazione è un’impresa ardua. A meno che non si voglia dare per buona la diagnosi di Mary Trump, psicologa e nipote di Donald, che parla di misoginia e declino mentale.
Sullo scontro hanno già scritto benissimo, sul Corriere, Antonio Polito e Fiorenza Sarzanini. Provo solo a risponderle su alcuni punti che mi hanno colpito nell’attacco di Trump. Nella sua visione narcisistica, nel suo atteggiamento da capo assoluto e capriccioso che non ammette critiche e distinzioni, non esistono leader di Paesi alleati con le loro politiche e i loro interessi. Esistono solo fan. Chi non applaude entra immediatamente nel mirino. Se poi si tratta di un premier donna, la dose di insulti è moltiplicata. Scorrendo i social network in questi giorni ho trovato migliaia di video e post, provenienti soprattutto dagli Stati Uniti, che manifestano un senso di liberazione: finalmente una donna ha risposto a muso duro al «bullo»: non ha «lasciato stare» per paura delle ritorsioni che il presidente americano utilizza a man bassa per minacciare. Non si tratta però solo di uno scontro caratteriale. Trump ha cercato sistematicamente di colpire i suoi alleati e di blandire, al contrario, i peggiori autocrati del mondo. Ogni suo gesto (dai dazi all’attacco senza consultazione all’Iran, dal sostegno a Putin alla questione delle spese per la difesa) è stato un colpo agli interessi dell’Europa e dell’Italia. Che questo atteggiamento abbia minato la consonanza politica iniziale tra Trump e Meloni mi è sembrato inevitabile. Anche perché i risultati dell’azione internazionale di Trump sono finora un disastro, una catena di fallimenti: le paci promesse non arrivano, le guerre vittoriose sono un’illusione del suo ego. Ha perfino magnificato come un successo la possibile riapertura dello Stretto di Hormuz. Ma quando mai era stato chiuso prima del suo bombardamento sull’Iran? Un’ultima battuta infine sulla questione della popolarità. Trump ha affermato che Meloni cercava disperatamente una foto con lui per recuperare consenso. Fa un po’ sorridere perché il giudizio degli italiani su Trump, secondo tutti i sondaggi, è negativo con percentuali bulgare. D’altra parte anche in America la popolarità di Trump è ai minimi storici. Insomma qualsiasi leader fuggirebbe a gambe levate dall’abbraccio mortale di Trump, altro che implorare foto. Lascerei, perciò, Trump al suo narcisismo e da ora in poi mi concentrerei sulle relazioni, da alleati e su base paritaria, con gli Stati Uniti. Un Paese amico e decisivo per l’Italia.

22 giugno 2026

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