Feste Vigiliane, la Magica Notte accende la voglia di stare insieme: eventi, feste e dj set
Piazze e vie sono state invase da concerti e spettacoli. L’omaggio di Ianeselli e degli ex sindaci a Guido Malossini, il fondatore delle Vigiliane
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Feste Vigiliane, la Magica Notte accende la voglia di stare insieme: eventi, feste e dj set
di Lorenzo PadoanPiazze e vie sono state invase da concerti e spettacoli. L’omaggio di Ianeselli e degli ex sindaci a Guido Malossini, il fondatore delle Vigiliane
Cinquantacinque comunità sfidano i 35 gradi e lavorano senza sosta alla costruzione delle imbarcazioni che prenderanno parte al Palio dell’Oca. In un rovente sabato pomeriggio a piazzale Zuffo ci si rovescia addosso acqua fredda, in molti lavorano a petto nudo. Non è una grande idea: sotto il sole in molti si scottano.
Si lavora e si fatica. Si sistemano i tronchi e si stringono le corde con tutta la forza possibile, dovranno affrontare l’Adige. C’è chi trova il tempo per improvvisare un piccolo barbecue. È l’equipaggio di Martignano, guidato dal capitano Andrea Tavernar, che domani proverà per la quattordicesima volta a conquistare il Palio. Finora non ci è mai riuscito, «Dai, domani è la volta buona», dice. Per riuscirci dovrà però battere altre 54 zattere: quelle dei rioni, dei sobborghi e dei comuni limitrofi, oltre all’equipaggio proveniente da Kempten, comune tedesco gemellato con Trento. Tra gli avversari ci saranno i campioni in carica di San Lazzaro. «Domani facciamo il bis», promette ridendo Stefano Zanolli. Damiano Moser, che lo scorso anno era con lui sulla zattera vincitrice, svela invece il segreto del successo: «Serve un timoniere rilassato, capace di leggere le correnti. Perché la forza umana, da sola, non è nulla rispetto alla forza dell’Adige».
I 90 anni di Guido Malossini
Capacità di coordinare le persone, leggere le situazioni e affrontarle con calma ed equilibrio. Sono qualità che possono decidere il Palio dell’Oca, ma sono anche quelle che gli ultimi quattro sindaci di Trento riconoscono a Guido Malossini, l’uomo che ha reso grandi le Feste Vigiliane. A Palazzo Festi si festeggiano i suoi 90 anni. Il primo a prendere la parola è Lorenzo Dellai: «Guido ha sempre avuto la capacità di far lavorare le persone in squadra». Alberto Pacher sottolinea come il segreto di Malossini sia stato riuscire a creare reti, spesso superando burocrazie e protocolli rigidi. Poi scherza guardando il festeggiato: «Certo che qualche turba a dirigenti, funzionari e assessori l’hai creata». Alessandro Andreatta lo ringrazia perché, dice, «Da te ho imparato il gusto di fare le cose bene e la cura del particolare». Franco Ianeselli ricorda invece il confronto avuto con Malossini sulla sede dell’Aci, associazione della quale Guido è stato vicepresidente per decenni. «Quando ci fu l’esproprio per il bypass, venne da me e fu propositivo. Mi sono detto: questo è l’atteggiamento giusto! Malossini è un uomo che si cimenta e che invita Trento a cimentarsi. Penso che, se ci fossimo visti negli ultimi giorni, mi avrebbe detto: “Franco, prova a offrirti come mediatore per le trattative tra Iran e Stati Uniti”».
La Magica Notte
Dall’omaggio a chi ha contribuito a rendere grandi le Vigiliane, la festa si è poi spostata nelle strade. Dopo le 21 il termometro è finalmente sceso sotto i 30 gradi e il centro storico si è riempito per la Magica Notte, uno degli appuntamenti più attesi della manifestazione. Trento non è Ibiza, ma per qualche ora piazze e vie sono state invase da concerti, dj set, spettacoli e locali aperti. Tutte le principali piazze hanno ospitato eventi. In piazza Fiera Carlo Marrale e Silvia Mezzanotte hanno ripercorso i più grandi successi dei Matia Bazar. In piazza Duomo, invece, «Acqua e Fuoco» ha divertito il pubblico con fontane danzanti, colonne sonore e giochi di luce.
A qualche chilometro di distanza, intanto, i tronchi riposano in attesa della gara e i timonieri sognano la vittoria. O almeno, come scherza Michele Ravanelli di San Lazzaro, la sconfitta del rione rivale: «Se un team, persino quello tedesco, se la giocasse con Gazzadina, speriamo che la zattera di Gazzadina abbia qualche problema».
Perché comunità è avere qualcuno da tifare e qualcuno da gufare.
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