Laghi, torrenti, boschi e miniere: ecco i luoghi del Trentino Alto Adige dove fuggire dal grande caldo
In regione non mancano i posti dove trovare refrigerio: malghe, rifugi e terme da non perdere
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Laghi, torrenti, boschi e miniere: ecco i luoghi del Trentino Alto Adige dove fuggire dal grande caldo
di Stefano PanciniIn regione non mancano i posti dove trovare refrigerio: malghe, rifugi e terme da non perdere
Caldo record? In Trentino-Alto Adige il fresco si cerca tra laghi, torrenti, terme e persino nelle miniere. Se le città di tutta Europa sono falcidiate dall’afa e la colonnina di mercurio continua a salire, in molti cercano rifugio sotto il getto dell’aria condizionata e altri che trovano sollievo nelle piscine. Ma in Trentino-Alto Adige le alternative al caldo estivo sembrano non finire mai. Tra laghi balneabili, torrenti di montagna, terme, le ombre dei boschi e persino esplorando antiche miniere, residenti e turisti hanno davvero l’imbarazzo della scelta per scappare dal caldo. La prima mossa è la più semplice e scontata: salire di quota. Man mano che si guadagnano metri in verticale, l’aria si fa più leggera e le temperature diventano decisamente più gradevoli. Malghe e rifugi disseminati tra le Dolomiti si trasformano così in piccoli oasi climatiche dove trovare ristoro, magari davanti a un panorama mozzafiato. Per gli amanti dell’acqua, invece, la meta ideale resta uno dei tanti laghi della regione. Impossibile non partire dal Lago di Garda, che con le sue spiagge, i lidi e gli stabilimenti balneari che richiamano ogni estate una moltitudine di persone in cerca di un tuffo rinfrescante.
Ma il Trentino-Alto Adige offre anche una rete di biolaghibalneabili, veri e propri gioiellini dove l’acqua viene depurata senza l’impiego di cloro o sostanze chimiche. A Predazzo, nel cuore della Val di Fiemme, il biolago è incastonato in un verde prato che si estende per circa 5mila metri quadrati ed è a pochi passi dal centro abitato. Più grande quello di Pinzolo, in Val Rendena, dove lo specchio d’acqua destinato alla balneazione raggiunge i 3mila metri quadrati. In Alto Adige spicca la piscina naturale di Gargazzone, vicino a Merano, immersa in un vasto parco verde attraversato anche da un ruscello naturale. In Alta Badia, invece, il Lago Biotopo di Corvara offre un’oasi di relax con spazi dedicati anche alle famiglie e pensato anche per i più piccoli. Chi preferisce un benessere più contemplativo può scegliere le terme. Dalle rinomate strutture di Merano fino al centro termale di Pozza di Fassa, incastonato tra le vette dolomitiche, l’acqua calda e i percorsi wellness diventano un modo diverso per sfuggire all’oppressione della calura estiva.
Tra le esperienze più suggestive, però, ci sono quelle offerte dai torrenti di montagna. Uno dei luoghi più affascinanti è la parte alta del torrente Travignolo, in Val Venegia. Qui, ai piedi delle Pale di San Martino, l’acqua nasce tra scenari spettacolari e accompagna il visitatore lungo prati verdi e boschi di conifere. Lungo il percorso non mancano panchine e tavoli da picnic dove fermarsi per qualche ora di relax. Molti scelgono semplicemente di immergere i piedi nelle sue acque fredde e cristalline, lasciandosi cullare dal rumore del torrente e dai suoni della natura. Nessun cellulare che squilla, a causa dell’assenza di copertura telefonica in diversi tratti della valle che però può giovare a rilassarsi.
Per chi cerca un’esperienza fuori dal comune, il fresco si trova addirittura nelle viscere della terra. In Val Ridanna, a pochi chilometri da Vipiteno, le storiche miniere di Monteneve raccontano oltre otto secoli di attività estrattiva. Considerate tra i giacimenti più alti d’Europa, furono sfruttate dal 1242 fino al 1985 per l’estrazione di argento, piombo e zinco. Trasformate in un parco museo, oggi una parte delle gallerie è persino visitabile grazie a un percorso che conduce i visitatori - che si sentono come il celebre archeologo protagonista del film «Indiana Jones e il tempio maledetto »- nel cuore della montagna. A bordo di un trenino si arriva ad un chilometro dentro la montagna e da qui parte l’escursione. Qui la temperatura resta costante tra gli 8 e i 10 gradi durante tutto l’anno. Un viaggio affascinante e spettacolare, purché non si soffra di claustrofobia.
Infine, c’è un luogo che appartiene ai ricordi di molti valligiani della Val di Fiemme: la storica “Passeggiata dei Rododendri” di Predazzo. Chiuso da oltre vent’anni a causa del rischio di frane, il sentiero continua a vivere nella memoria di chi lo frequentava. Oggi è appena visibile tra la vegetazione che nel tempo si è riappropriata dei suoi spazi. Eppure il fascino del luogo rimane intatto. Qui, tra gli anfratti della roccia dove il ghiaccio non si scioglie mai completamente, soffiano correnti d’aria fredda che creano un microclima unico. Un fenomeno naturale capace di influenzare perfino la vegetazione: i rododendri, infatti, fioriscono molto più tardi rispetto al normale ciclo stagionale, arrivando talvolta a colorare il bosco persino in autunno.
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21 giugno 2026
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