Da Salgari a Littizzetto: il muro di Torino che è diventato un album di 29 volti iconici. Ecco chi c'è
Nel Quadrilatero Romano nasce un murale che trasforma un anonimo muro in un grande album di memoria collettiva, con 29 volti scelti tra artisti, scrittori e figure amate della città
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Da Salgari a Littizzetto: il muro di Torino che è diventato un album di 29 volti iconici. Ecco chi c'è
di Paola StroppianaNel Quadrilatero Romano nasce un murale che trasforma un anonimo muro in un grande album di memoria collettiva, con 29 volti scelti tra artisti, scrittori e figure amate della città
C’è un nuovo album di famiglia affacciato su piazza Emanuele Filiberto a Torino. Si intitola «Torinesi che ci son piaciuti» e prende in prestito, modificandolo, l’indimenticabile verso di una celebre canzone di Paolo Conte «pieno di musiche. E di uomini che ti son piaciuti» per trasformare un anonimo muro urbano in un racconto collettivo della memoria e della creatività cittadina. Il progetto, curato dal noto artista Daniele Galliano, docente di Decorazione all’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino, rappresenta la seconda tappa di un percorso di riqualificazione che coinvolge il Quadrilatero Romano e che lo scorso anno aveva dato vita all’intervento Essere Santi a Torino.
L’opera occupa il muretto del parcheggio privato di fronte al Pastis, storico locale di piazza Emanuele Filiberto, e prosegue idealmente il lavoro realizzato nel 2025 sul tratto antistante il civico 11. Questa volta i protagonisti sono ventinove volti scelti e interpretati da altrettanti studenti e studentesse dell’Accademia Albertina, allievi di Galliano: personaggi celebri e figure amate, torinesi di nascita o di adozione, vivi e scomparsi, accomunati dall’aver lasciato un segno nell’immaginario della città.
Da Emilio Salgari a Carlo Mollino, da Carol Rama a Beppe Fenoglio, da Gustavo Rol ad Arturo Brachetti, da Ezio Bosso a Luciana Littizzetto, fino all’indimenticato Luca Beatrice. Accanto ai nomi più noti trovano spazio persone, come Silvia Ariemma, che appartengono alla memoria affettiva del quartiere, in un mosaico che rifugge alla logica del monumento celebrativo. Nessuno scompare davvero finché continua a vivere nel ricordo di chi resta.
«Sono i torinesi che, per un motivo o per l’altro, ci son piaciuti e vogliamo ricordare», racconta Daniele Galliano. «Non volevamo costruire un pantheon ufficiale, ma raccogliere persone che continuano a ispirarci, a evocare qualcosa per la città». E aggiunge: «Mi emoziona vedere Luca Beatrice accanto a Mollino o Carol Rama. Sono figure diverse, ma tutte appartengono a quel patrimonio di creatività e genialità che rende Torino una città unica e che vale la pena continuare a ricordare e onorare».
Il progetto, che sarà presentato ufficialmente giovedì 2 luglio, nasce dalla collaborazione tra l’Accademia Albertina e il Pastis, luogo simbolo della vita culturale torinese. Fondato nel 2000 da Antonio Minniti e Andrea Tortorella, il locale è da oltre vent’anni uno spazio di incontro tra arte, musica, letteratura e creatività contemporanea. Attraverso il lavoro svolto insieme all’Associazione culturale Azimut, il Pastis ha ospitato mostre, incontri e occasioni di crescita per generazioni di giovani artisti, consolidando un rapporto privilegiato con l’Accademia.
Per Galliano e i suoi allievi l’intervento ha rappresentato anche un’importante esperienza formativa. I ventinove studenti coinvolti hanno dovuto confrontarsi con le dinamiche reali dell’arte pubblica. Una palestra professionale a cielo aperto che ha avuto un riscontro immediato e positivo da parte dei residenti, che hanno accolto con entusiasmo il progetto.
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21 giugno 2026
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