La vita eclettica di Cleto Munari, il maestro del colore morto a 95 anni: «Carlo Scarpa mi insegnò a guardare. L’opera migliore? Quella che farò domani»
Addio all'artista vicentino tra i protagonisti del design internazionale: «Quando il Met di New York mi telefonò storpiando il mio cognome, dissi che avevano sbagliato numero». Sognava una mostra di sculture su Palladio
I tuoi preferiti
Salva questo articolo e leggilo quando vuoi. Il servizio è dedicato agli utenti registrati.
Non hai un account? Registrati in 1 minutoAccediHai salvato un nuovo articolo
Trovi tutti gli articoli salvati nella tua nella sezione preferiti e sull'app Corriere News.
La vita eclettica di Cleto Munari, il maestro del colore morto a 95 anni: «Carlo Scarpa mi insegnò a guardare. L’opera migliore? Quella che farò domani»
di Barbara CodognoAddio all'artista vicentino tra i protagonisti del design internazionale: «Quando il Met di New York mi telefonò storpiando il mio cognome, dissi che avevano sbagliato numero». Sognava una mostra di sculture su Palladio
Cleto Munari
«Sinceramente non riesco a vedermi fermo su una panchina. Anzi, io le panchine, con il bronzo di Palladio, le voglio portare a Vicenza». Fino all’ultimo, Cleto Munari, designer internazionale, ha continuato a immaginare il futuro della sua città, Vicenza. Panchine d’autore con Andrea Palladio seduto accanto a chi vive a Vicenza, nuove collezioni di ceramiche, una linea di occhiali, accordi con la Cina. Non ha mai smesso di progettare Cleto Munari, morto ieri a 95 anni nella sua casa di Brendola, nel Vicentino. Il designer, imprenditore culturale e promotore di alcune delle più originali contaminazioni tra arte, architettura e manifattura italiana era nato a Gorizia il 19 luglio 1930, ma aveva scelto Vicenza come città d’elezione, trasformando il Veneto nel laboratorio creativo di tutta la sua vita. «Ho iniziato a lavorare verso i 40 anni, prima ho fatto un po’ il vitellone», rivelava sornione, citando il capolavoro di Fellini.
«Carlo Scarpa mi insegnò a guardare»
Prima ancora che designer internazionale, Munari è stato un imprenditore culturale che, tra Vicenza, Murano e Bassano del Grappa, ha costruito la propria identità creativa. Ha trasformato l’oreficeria vicentina, l’arte argentiera, il vetro muranese e la ceramica in linguaggio contemporaneo, capace di conquistare il design internazionale. La svolta arriva nel 1973 quando incontra Carlo Scarpa, vicino di casa a Vicenza e maestro destinato a cambiare il corso della sua esistenza: «Carlo Scarpa mi ha insegnato a guardare». Da quell’incontro nasce una delle esperienze più singolari del design italiano: «Carlo Scarpa ha cambiato la mia vita. Le posate da tavola realizzate con lui mi hanno dato la prima notorietà. Mi chiamarono dal Metropolitan Museum di New York storpiando il mio cognome, io risposi che avevano sbagliato numero. Poi per fortuna richiamarono!».
Design, arte, architettura, letteratura
Quelle posate, progettate tra il 1977 e il 1978, segnano l’inizio di una lunga avventura che porterà le sue creazioni nelle collezioni permanenti del Metropolitan Museum e del Museum of Modern Art di New York. Nel 1982 nasce la celebre collezione di argenti che coinvolge personalità del calibro di Carlo Scarpa, Ettore Sottsass, Gae Aulenti, Mario Bellini, Alessandro Mendini, Vico Magistretti e Hans Hollein. Pochi anni dopo rivoluziona il concetto stesso di gioiello contemporaneo affidando ad architetti e designer l’ideazione di collane, spille e anelli destinati a trasformarsi in microarchitetture da indossare. Nel corso della sua carriera ha lavorato con alcuni dei protagonisti assoluti del Novecento e del nuovo millennio: da Mario Botta a Michele De Lucchi, da Gaetano Pesce a Dario Fo, costruendo una costellazione di relazioni che attraversa design, arte, architettura e letteratura. «Sono stato associato negli studi di Ettore Sottsass a Milano per circa otto anni, ma ho lavorato anche con Giò Ponti. Ho girato il mondo e mi piacerebbe farlo ancora per un po’». La sua intuizione ha trovato nel Veneto il terreno ideale: creare reti, valorizzare competenze, mettere in relazione mondi diversi, perché diceva «È solo qui che le idee possono diventare oggetti».
«L'oggetto che mi identifica? Quello che farò domani»
Nel 2017 Vicenza gli aveva dedicato la grande mostra antologica Mondocleto a Palazzo Chiericati, uno dei capolavori di Andrea Palladio. Cleto adorava Palladio, il maestro che ha reso Vicenza la capitale mondiale dell’architettura: «È un’icona, ma proprio per questo va in qualche modo avvicinato alla città e alla gente». Voleva infatti riunire una decina di artisti internazionali per realizzare sculture in bronzo dedicate al genio del Rinascimento, da collocare su panchine disseminate in punti diversi della città.
Solo poche settimane fa parlava con entusiasmo di questo progetto. A raccontare meglio di ogni altra cosa il suo sguardo sul mondo resta questa frase, affidata a un’intervista rilasciata per i suoi 95 anni: «L’oggetto che maggiormente mi identifica è quello che farò domani».
Il funerale di Cleto Munari è lunedì alle ore 16 nella chiesetta Madonna dei Prati a Brendola. La camera ardente è aperta il 20 e 21 giugno, dalle 8.30 alle 12.30 e dalle 15 alle 17 a Montecchio Maggiore (Vicenza).
E' morto Cleto Munari, l'artista vicentino dei colori e icona del design internazionale: aveva 95 annidi Redazione Online
Venezia, Palazzo Pisani Moretta riapre con lo stilista Dries Van Noten: in mostra 200 opere tra Sotsass, Cragg e giovani artistidi Sara D'Ascenzo
Venezia, Iuav compie 100 anni: l'università di architettura e l'identità forgiata da Scarpa, Frank Lloyd Wright e Le Corbusierdi Vera Mantengoli
Cleto Munari, i 95 anni del designer e un piano per Vicenza: «Panchine d’artista con nomi di fama»di Mauro Della Valle
Vai a tutte le notizie di Vicenza
Iscriviti alla newsletter del Corriere del Veneto
20 giugno 2026
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Treviso Pride, il corteo arcobaleno nelle strade della vittà: il video
La manifestazione per i diritti delle persone Lgbtqia+a dieci anni dalla prima edizione
L'informazione nella tua mailCorriere del Veneto
Le news principali sul Veneto
Ogni giorno alle 12, a cura della redazione