L'influencer altoatesino che crea video ironici su bilinguismo, italiani e tedeschi: «All'inizio mi criticavano, ora mi fermano per strada»
Noah Plank, 23 anni, di Nova Levante. Il video del «Pittore degli alberi in Val d’Ega» ha raggiunto 4 milioni di visualizzazioni
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L'influencer altoatesino che crea video ironici su bilinguismo, italiani e tedeschi: «All'inizio mi criticavano, ora mi fermano per strada»
di Silvia M.C. SenetteNoah Plank, 23 anni, di Nova Levante. Il video del «Pittore degli alberi in Val d’Ega» ha raggiunto 4 milioni di visualizzazioni
Un ponte tra culture fatto di autoironia e sketch. Noah Plank, 23 anni, di Nova Levante - su Instagram e TikTok @noahplnk - è il volto della nuova generazione di creatori digitali altoatesini. Ironia, contenuti dissacranti e surreali, scherzi e parodie. Studente di giurisprudenza a Innsbruck, ha trasformato le clip veloci in un osservatorio socio-antropologico del territorio. «Alle superiori era solo un passatempo, ma al terzo anno di università la cosa si è fatta seria», racconta PlanK. Il suo video sul «pittore degli alberi in Val d’Ega» ha avuto 4 milioni di visualizzazioni.
I video
Il successo è esploso quando ha deciso di focalizzarsi sulle dinamiche culturali del territorio, utilizzando la chiave dei video breve. «Mi interessa fare capire perché certe situazioni quotidiane fanno ridere - rivela Plank -. Dietro una battuta c’è sempre qualcosa di vero che le persone vivono ogni giorno e che magari non hanno mai espresso». La consacrazione è arrivata proprio con il reel del «pittore degli alberi in Val d’Ega», contenuto surreale. «Interpreto un addetto della Provincia che colora artificialmente le foglie per garantire il “foliage” ai turisti. Lo scherzo funziona perché gioca su un’assurdità verosimile». Risultato: 4 milioni di visualizzazioni. Per partorire queste idee, il segreto è isolarsi. «La creatività la perdo se mi metto a tavolino con la pressione di dovere produrre. Preferisco salire al Passo di Carezza, camminare da solo in montagna e sedermi su una panchina. Lì, senza ansie, le idee arrivano da sé».
Il lavoro di scrittura ed editing
Dietro quindici secondi di risate c’è un lavoro immenso, artigianale. «Sicuramente sono tra i creator che ci mettono più tempo - confessa -. Tra la scrittura dello script, la registrazione e l’editing se ne vanno anche sei ore per ogni contenuto». Un investimento che ha trasformato l’attività in una professione, portandolo a fondare un’agenzia di gestione social per le imprese locali e a collaborare per due anni con emittenti televisive estere come l’austriaca Orf e la tedesca Bayerischer Rundfunk.
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Il pubblico
L’aspetto più significativo rimane il legame speciale con la community e l’impatto sul bilinguismo: tema delicato in Alto Adige. Plank produce video sia in italiano sia in tedesco; scelta che inizialmente ha sollevato resistenze. «Ricevevo messaggi negativi da entrambe le parti: i tedeschi non volevano i video in italiano e viceversa. Ho continuato e nell’ultimo anno la mentalità è cambiata. Ora mi fermano ragazzi di madrelingua italiana che mi dicono che guardano anche i video in tedesco con i sottotitoli, perché interessati al contenuto. Il bilinguismo è una ricchezza enorme. Il mio obiettivo è usare l’ironia e il rispetto per evitare le divisioni, provando a fare da ponte tra i gruppi linguistici». L’affetto del pubblico si riflette negli incontri quotidiani. «Se esco a Bolzano, in un’ora mi fermano dieci persone: per me è ancora incredibile», dice. La popolarità improvvisa ha generato anche dinamiche familiari divertenti, in particolare con il nonno Luis, distante anni luce dai meccanismi degli algoritmi e delle piattaforme digitali. «Quando la gente mi ferma in Piazza Erbe a Bolzano per chiedermi una foto o per salutarmi, lui ancora non ci crede. Mi guarda stupito e pensa sempre che si tratti di uno scherzo organizzato dai miei amici».
Il futuro
Nessun reality o palcoscenico all’orizzonte, nonostante le proposte ricevute. «Sui social interpreto personaggi eccentrici, ma nella vita reale sono calmo e riservato. Non sarei adatto», confessa. Per il futuro, la sfida si sposta sul formato lungo delle dirette streaming. «Ho iniziato a sperimentare i live di due o tre ore. È un modo di comunicare totalmente diverso, ma la mia community apprezza questo tipo di interazione spontanea». L’importante per lui è che non si perda mai di vista il nucleo della sua ricerca: «Dietro non ci sono semplicemente sciocchezze, ma il tentativo sincero di trasmettere un messaggio di coesione attraverso la leggerezza».
20 giugno 2026 ( modifica il 20 giugno 2026 | 16:39)
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