Premio Strega Saggistica: presentata la cinquina finalista, a Luciano Floridi il riconoscimento internazionale
Corriere della Sera - Cultura

Premio Strega Saggistica: presentata la cinquina finalista, a Luciano Floridi il riconoscimento internazionale

Sabato 20 giugno 2026
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Annunciati i finalisti della seconda edizione al Taobuk Festival internazionale del Libro di Taormina. In corsa: Giuseppe Antonelli, Tonia Mastrobuoni, Alessandro Vanoli, Luciano Floridi, Beatrice Mautino, Miguel Gotor

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Premio Strega Saggistica: presentata la cinquina finalista, a Luciano Floridi il riconoscimento internazionale

di Natalia Distefano

Annunciati i finalisti della seconda edizione al Taobuk Festival internazionale del Libro di Taormina. In corsa: Giuseppe Antonelli, Tonia Mastrobuoni, Alessandro Vanoli, Luciano Floridi, Beatrice Mautino, Miguel Gotor

Dall'alto, in senso orario: Giuseppe Antonelli, Tonia Mastrobuoni, Alessandro Vanoli, Luciano Floridi, Beatrice Mautino, Miguel Gotor

In un tempo martellato da notifiche istantanee e dibattiti liquidi consumati nello spazio di un tweet, laddove la cronaca scivola via la saggistica invece si ferma: mette in fila i fatti per poi allacciarli alle trame ampie della storia, della scienza e della sociologia. Si concede, e regala, il piacere e il peso della riflessione.

L'annuncio al Taobuk di Taormina

La cinquina del Premio Strega Saggistica, annunciata ieri al Taobuk Festival internazionale del Libro di Taormina, sembra compiere questa scelta precisa: «Non lasciarsi dettare l’agenda dall’urgenza del presente, non amplificare il frastuono dell’attualità, ma aiutare a distinguere ciò che è destinato a lasciare un segno più profondo nella nostra comprensione dell’oggi», ha commentato Antonella Ferrara, direttore artistico del festival siciliano, annunciando i cinque candidati alla seconda edizione del premio, promosso da Fondazione Maria e Goffredo Bellonci, Strega Alberti Benevento e Taobuk.

La cinquina

Sono Giuseppe Antonelli con «Alfabit. L’italiano digitale dagli Sms all’IA» (il Mulino), Miguel Gotor con «L’omicidio di Piersanti Mattarella. L’Italia nel mirino: Palermo, Ustica, Bologna. 1979-1980» (Einaudi), Tonia Mastrobuoni con «La peste. Indagine sulla destra in Germania» (Feltrinelli), Beatrice Mautino con «Vertigine. Storie di chi si affida alla scienza e di chi impara a farlo» (Mondadori) e Alessandro Vanoli con «Oriente. Una storia» (Laterza). Cinque autori e cinque saggi — «rigorosi ma leggibili», li ha definiti Giovanni Solimine presidente della Fondazione Bellonci — capaci di dribblare la cronaca stretta dei conflitti e delle tensioni geopolitiche che agitano il dibattito internazionale, per offrirsi come mappe su cui orientare l’interpretazione del contemporaneo.

I temi dei saggi e il Comitato scientifico

Dall’intelligenza artificiale ai pantani dei crimini contro lo Stato, dal radicamento del pensiero politico tedesco agli inganni della «scienza fai da te», fino all’imponente lavoro di riconnessione geo-culturale tra Occidente e Oriente. La selezione svelata ieri dal Comitato scientifico dello Strega Saggistica — oltre a Solimine, Carlo Felice Casula, Alfonso Celotto, Antonella Ferrara, Simonetta Fiori, Anna Foa (vincitrice nel 2025 con Il suicidio di Israele, Laterza), Paolo Giordano, Francesca Mannocchi, Melania G. Mazzucco, Matteo Motolese, Nico Pitrelli, Lucrezia Reichlin, Nino Rizzo Nervo — dimostra che la saggistica non è esercizio accademico ma scrittura viva.

Giuseppe Antonelli

C’è Antonelli — linguista, docente e divulgatore — che, senza mai inciampare nella dicotomia tra «apocalittici e integrati» della digitalizzazione, ricostruisce l’evoluzione dell’italiano scritto nell’era tecnologica. Nel suo «Alfabit» passa in rassegna la grammatica — e l’immaginario — dei primi sistemi di messaggistica apparsi negli anni Novanta sui telefoni cellulari, poi il passaggio della lingua sui social, fino alle interazioni regolate dall’intelligenza artificiale. «Svelo la “fantascienza” dietro la scrittura digitale — ha detto — e tutte quelle macchine che, ormai, scrivono al posto nostro».

Miguel Gotor

Gotor affonda la penna nella storia di un delitto politico tra i più complessi degli ultimi cinquant’anni: l’assassinio nel 1980 del presidente della Regione Sicilia Piersanti Mattarella. «Sappiamo la verità sui mandanti — ha ricordato l’autore — ma, incredibilmente, ancora non conosciamo gli esecutori materiali di quel delitto incastrato in questioni politiche, economiche e militari internazionali. Questo mi ha spinto a scrivere».

Tonia Mastrobuoni

Il saggio di Mastrobuoni — il titolo è un omaggio a Albert Camus — ha il taglio del reportage giornalistico e lo sguardo della sociologia. Ne La peste analizza l’ascesa «silenziosa» della destra radicale e populista nella Germania di oggi, intrecciando interviste sul campo, dati elettorali e inchieste. «Per denunciare che spesso, come scriveva Camus, il contagio si intercetta quando è già tardi», ha detto.

Beatrice Mautino

Mautino, biotecnologa e divulgatrice scientifica esplora l’intricato rapporto tra essere umano e scienza. «Vertigine» è un mosaico di piccole storie comuni, tra clamorosi rifiuti e atti di cieca fiducia. E c’è lo storico Vanoli, con un libro colto e scrupoloso in cui decostruisce il concetto stesso di Oriente elaborato dall’Occidente, attraverso i millenni, smascherandone l’etnocentrismo e offrendo una chiave di lettura degli equilibri mondiali di oggi.

Premio Internazionale a Floridi

Infine annunciato anche il Premio Saggistica Internazionale al filosofo Luciano Floridi, atteso per la cerimonia di premiazione a Roma il 18 novembre, quando verrà annunciato il vincitore 2026.

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