In Svezia arriva la «legge spia»
Votata con una maggioranza risicatissima, impone agli impiegati negli uffici delle tasse, del lavoro e della protezione sociale di riferire alle autorità se le persone con cui entrano in contatto non possiedono documenti di residenza regolari
In Svezia arriva la «legge spia»
Paolo Lepri | 19 giugno 2026Votata con una maggioranza risicatissima, impone agli impiegati negli uffici delle tasse, del lavoro e della protezione sociale di riferire alle autorità se le persone con cui entrano in contatto non possiedono documenti di residenza regolari
I tuoi preferiti
Salva questo articolo e leggilo quando vuoi. Il servizio è dedicato agli utenti registrati.
Non hai un account? Registrati in 1 minutoAccediHai salvato un nuovo articolo
Trovi tutti gli articoli salvati nella tua nella sezione preferiti e sull'app Corriere News.
Gestire la convivenza con chi arriva dall’estero per trovare lavoro o fuggire dalla povertà continua ad essere una delle principali preoccupazioni dei governi europei. Un esempio è la Svezia, in passato all’avanguardia nell’inserimento degli stranieri e più recentemente sostenitrice di una linea restrittiva. «Chiunque non si impegni a fare la cosa giusta non dovrebbe poter contare sul fatto di restare», ha detto il ministro dell’Immigrazione Johan Forssell proponendo la legge sulla «buona condotta» approvata il 15 giugno dal Parlamento. «Sarà possibile — si legge — rifiutare o ritirare un permesso di soggiorno in caso di comportamento scorretto, come il mancato rispetto delle leggi, delle regole e delle decisioni delle autorità, l’accumulo di debiti ingenti o il fatto di provvedere ai propri bisogni con mezzi disonesti».
Forssell — quarantasei anni, dirigente del Partito Moderato del primo ministro Ulf Kristersson, deputato dal 2010 , sopravvissuto politicamente alle rivelazioni sulla vicinanza del figlio a gruppi neo-nazisti («sono scioccato e inorridito», disse) — si è difeso dalle critiche affermando che le nuove disposizioni sono assolutamente necessarie. Amnesty International ha invece denunciato il tentativo di «creare un sistema che tratta differentemente le persone in funzione delle loro origine etnica». C’è però da rilevare che la legge sulla «buona condotta», presentata dal governo di centro-destra (appoggiato dall’esterno dai nazional-populisti Democratici Svedesi) è stata sostenuta anche da socialdemocratici e centristi.
Più combattuto, invece (174 sì contro 172 no) il via libera a quella che è stata battezzata la «legge spia» secondo la quale gli impiegati negli uffici delle tasse, del lavoro e della protezione sociale devono riferire alle autorità se le persone con cui sono entrati in contatto non possiedono documenti di residenza regolari. «Si tratta di una politica della delazione, marchio di fabbrica dei regimi autoritari», ha dichiarato a The Guardian Jacob Lind, ricercatore sulle migrazioni internazionali all’Università di Malmö. Se ne discuterà ancora, ma le scelte di gran parte dell’opposizione appaiono significative. L’appuntamento è a settembre, per le prossime elezioni.
19 giugno 2026
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Editoriali e commenti di oggi di Paolo LepriIn Svezia arriva la «legge spia»
Venerdì 19 giugno 2026 di Alessandro Lanza *La demografia che può mettere in crisi la Cina
Venerdì 19 giugno 2026 di Julián CarrónLe sfide di Leone per la dignità umana
Giovedì 18 giugno 2026 di Danilo TainoLe occasioni perdute in Iran
Giovedì 18 giugno 2026 di Sergio HarariSanità, le riforme necessarie ma da non fare
Giovedì 18 giugno 2026 di Massimo GaggiGli agricoltori contro The Donald
Giovedì 18 giugno 2026 LEGGI TUTTILe Newsletter del Corriere, ogni giorno un nuovo appuntamento con l'informazione
Riceverai direttamente via mail la selezione delle notizie più importanti scelte dalle nostre redazioni.
Iscriviti