Bolzano ricreata con l’AI, il canale social che ripensa scorci degradati o in disuso: «Piccoli interventi sostenibili ad uso della comunità»
L'idea dell'architetto Montagna, coppie di immagini per un «prima e dopo» che colpisce: scalinata sul Virgolo, terrazza bar sul monumento della Vittoria
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Bolzano ricreata con l’AI, il canale social che ripensa scorci degradati o in disuso: «Piccoli interventi sostenibili ad uso della comunità»
di Silvia M.C. SenetteL'idea dell'architetto Montagna, coppie di immagini per un «prima e dopo» che colpisce: scalinata sul Virgolo, terrazza bar sul monumento della Vittoria
Il monumento della Vittoria reimmaginato come rooftop bar
Un profilo Instagram nato a metà maggio e una crescita esponenziale di follower fino a tremila per cento in pochi giorni. Dietro l’account @bozen.ai c’è Mattia Montagna, architetto di Bolzano, 31 anni, formato a Vienna e rientrato a Bolzano dopo un Erasmus a Roma. Il format è semplice e dirompente: coppie di immagini in cui scorci degradati o dimenticati di Bolzano vengono trasformati e restituiti alla comunità attraverso rendering generati con l’intelligenza artificiale. «È nato tutto per caso. Uso sempre ChatGpt Pro per visualizzare velocemente le idee nei miei progetti privati: in un’ora puoi creare qualcosa di straordinario - racconta Montagna -. In famiglia abbiamo sempre avuto la caratteristica di vedere il bello dove gli altri vedono solo rovina: abbiamo preso ruderi rivoluzionandoli e scarti ricreandoli dal nulla. In architettura, edificare il nuovo è uno spreco di denaro, di suolo e di tempo. Io difendo l’esistente».
Un edificio in disuso sul lungo Talvera
«Sono spunti per far vedere cosa si potrebbe fare»
La descrizione del profilo @bozen.ai recita «per chi osa immaginare». Montagna, che per timidezza preferirebbe l’anonimato e non cerca visibilità o ritorno pubblicitario, usa i social come un taccuino di sogni urbani per stimolare le persone. «Bolzano sta vivendo un’evoluzione pazzesca, che molti residenti nemmeno percepiscono: il NoiTech, il WaltherPark, l’areale della stazione, la nuova facoltà di ingegneria... Viene investito tantissimo capitale, però a Bolzano siamo abituati a lamentarci di tutto senza mai proporre. Il mio profilo vuole dire: anziché protestare, ecco cosa si potrebbe fare. Poi ognuno è libero di fare ciò che vuole. Sono solo spunti per far vedere che si può fare diversamente».
Lo spazio sotto ponte Druso reimmaginato
Scalinata sul Virgolo, terrazza bar sul monumento della Vittoria
I post mostrano soluzioni concrete per spazi complessi. Sotto ponte Druso, zona di frequente conflitto tra ciclisti e proprietari di cani, Mattia ha immaginato un’area di sosta e un chiosco. «Se crei uno spazio bello dove la gente vuole stare e aggregarsi, la microcriminalità e lo spaccio si spostano. Più i cittadini vivono la strada, meno spazio resta per il malaffare. Ho postato un’idea per la vecchia stazione della funicolare del Virgolo in via Calvario: una scalinata, una stairway to heaven di 1.088 gradini per ricollegare il Colle alla città e dare ai bolzanini un posto al verde in estate. O, ancora, una terrazza-bar panoramica sul Monumento alla Vittoria, depotenziandone la carica politica per renderlo fruibile al pubblico». Tra le provocazioni visive c’è anche il recupero dell’ex maso in via Brennero, una struttura del 1641 non tutelata che rischia l’abbattimento per far spazio a nuove cubature. «Molti non sanno che è antichissimo; l’AI mostra come valorizzarlo e mantenerlo. A Gries, invece, ho ripensato una vecchia casetta della stazione vicino al convento dei Muri come wine shop. La piazza oggi è una rotonda di transito scadente: creare un punto d’apertura al pubblico per la cantina valorizzerebbe l’intero quartiere».
«Micro interventi con costi contenuti»
La nota più rivoluzionaria del progetto di Montagna è la fattibilità economica ed ecologica. «Sono tutti micro-interventi realizzabili con fondi contenuti, progetti che vedo continuamente viaggiando in Europa per l’allestimento di eventi sportivi temporanei. Per sistemare la casetta di Gries o l’area sotto il ponte Druso, a un privato basterebbero 20/30 mila euro per far partire un’attività e andare in pari in pochissimo tempo. Alla pubblica amministrazione, invece, costa il triplo e ci mette il doppio, causa bandi e burocrazia».
L’approccio si riflette anche nell’attività professionale principale di Montagna: il brevetto di «The Cubo». «È un modulo d’arredo “plug-and-play” di due metri per lato che racchiude cucina, bagno, letto matrimoniale e contenitori, pensato per essere inserito in grandi appartamenti esistenti e inutilizzati per ricavarne mini-alloggi indipendenti senza consumo di suolo». Il progetto, nato da un concorso d’idee, sarà sviluppato nei primi due anni in Val Venosta con fondi europei. «Non voglio monetizzare il profilo Instagram: per me è solo un passatempo creativo, un hobby che ha sostituito il sudoku. Non cerco commissioni o contratti attraverso questa pagina. Il mio obiettivo è puramente sociale: regalare idee alla collettività nella speranza che qualcuno se ne appropri liberamente e le metta in atto - rivela Montagna -. Sarebbe bellissimo, tra qualche anno, passeggiare per Bolzano e vedere quel chiosco o quella casa per residenze artistiche sul Talvera diventare reali. Significherebbe che nulla è statico e tutto può rinascere».
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19 giugno 2026 ( modifica il 19 giugno 2026 | 14:13)
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