La forza (sottovalutata) del mercato
Sicuro vincitore dell'intesa con l'Iran per la riapertura dello Stretto di Hormuz è il mercato e il ritorno alla normalità non è così semplice
La forza (sottovalutata) del mercato
di Ferruccio de Bortoli | 19 giugno 2026Sicuro vincitore dell'intesa con l'Iran per la riapertura dello Stretto di Hormuz è il mercato e il ritorno alla normalità non è così semplice
I tuoi preferiti
Salva questo articolo e leggilo quando vuoi. Il servizio è dedicato agli utenti registrati.
Non hai un account? Registrati in 1 minutoAccediHai salvato un nuovo articolo
Trovi tutti gli articoli salvati nella tua nella sezione preferiti e sull'app Corriere News.
Il memorandum che riapre lo stretto di Hormuz - e forse non porterà mai a un vero accordo soprattutto sul nucleare - ha un sicuro vincitore, ed è il mercato. Le ragioni del commercio internazionale, le preoccupazioni per la congiuntura economica, per il livello dei prezzi soprattutto negli Stati Uniti, hanno prevalso
su tutto il resto mettendo a rischio persino la storica alleanza americana con Israele. Trump aveva l’urgenza di arrivare a un compromesso. Qualsiasi compromesso. Le elezioni di mid term sono alle porte. Si è scoperto (non ci voleva molto) che il tempo era dalla parte del regime liberticida e sanguinario di Teheran non di Washington. È incredibile come si possano commettere errori di
valutazione strategica così gravi nell’era dell’intelligence più tecnologica e raffinata. Non bastava un’ondata massiccia di bombardamenti per piegare un regime. Ora il potere dei pasdaran schiaccia indisturbato l’opposizione interna che si affermava di aiutare. È sbalorditiva la sciatteria che ha portato a trascurare l’importanza strategica dello stretto di Hormuz che
comunque, pur riaperto, non sarà libero come prima. Forse anche perché gli americani non hanno una grande industria armatoriale.
Stupisce che nei punti dell’intesa ci sia anche la riammissione dell’Iran al commercio del petrolio in barba a tutti gli embargo ritenuti indispensabili per punire gli ayatollah e alle dure multe inflitte a qualsiasi società che abbia, in giro per il mondo,
qualche rapporto con Teheran. Ha vinto il mercato anche in questo caso. Ma il ritorno alla normalità sarà tutt’altro che immediato. Gli esperti valutano il tempo necessario in cinque o sei mesi. L’incognita delle mine (circa cinquemila) pesa sulla percorribilità delle rotte. C’è l’incognita di una tassa al passaggio per Hormuz. Il diritto della navigazione la vieta perché si tratta di uno stretto
naturale non di un canale che ha richiesto investimenti per essere realizzato. Per le crociere si stimano almeno tre anni di attesa Al momento sono state tutte dirottate altrove, in particolare nel Mediterraneo. Le compagnie di assicurazione continueranno a pretendere un war risk dell’uno per cento del valore della nave. Il ritorno alla normalità non è così semplice.
Iscriviti alle newsletter di L'Economia
Le idee di Ferruccio de Bortoli e Daniele Manca
I fatti e le persone letti attraverso la lente dell'economia.
E non dimenticare le newsletter
L'Economia Opinioni e L'Economia Ore 18
19 giugno 2026, 12:15 - modifica il 19 giugno 2026 | 12:53
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Ultimi pubblicatiQuando si è costretti a raccontarsi delle falsità di comodo
Giovedì 18 giugno 2026L'oscena povertà e il nostro sguardo che scivola via
Mercoledì 17 giugno 2026Ossessione Vannacci, di chi è la colpa
Martedì 16 giugno 2026
Le sfide di Leone per la dignità umana
Giovedì 18 giugno 2026 di Danilo TainoLe occasioni perdute in Iran
Giovedì 18 giugno 2026 di Sergio HarariSanità, le riforme necessarie ma da non fare
Giovedì 18 giugno 2026 di Massimo GaggiGli agricoltori contro The Donald
Giovedì 18 giugno 2026 di Barbara StefanelliIdealisti o cinici? Meglio essere autentici realisti
Giovedì 18 giugno 2026 di Federico FubiniIl compromesso (debole) degli Usa
Mercoledì 17 giugno 2026 LEGGI TUTTI Frammenti"Economia, politica, società: il punto sulle notizie del giorno a partire dai dettagli che le compongono - frammenti in grado di illuminare la realtà più profonda delle cose".
Frammenti, giorno per giorno.