Thierry Parmantier, morto il danzatore e coreografo belga che scelse di vivere a Vicenza
Nato a Bruxelles nel 1952, in trent'anni di attività in Veneto ha formato centinaia di allievi. La ricerca artistica e l'impegno sociale
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Thierry Parmantier, morto il danzatore e coreografo belga che scelse di vivere a Vicenza
di Barbara CodognoNato a Bruxelles nel 1952, in trent'anni di attività in Veneto ha formato centinaia di allievi. La ricerca artistica e l'impegno sociale
Thierry Parmantier durante una performance a Vicenza
Si è spento nella notte Thierry Parmantier, danzatore, coreografo e insegnante di danza contemporanea che da molti anni aveva scelto il Veneto e Vicenza come luogo della propria ricerca artistica e formativa. Nato a Bruxelles nel 1952, si era formato tra danza classica e moderna, perfezionandosi alla scuola internazionale di Rosella Hightower a Cannes dopo aver ottenuto una borsa di studio della Fondation de la Vocation, consegnata dalla regina Fabiola del Belgio. Aveva lavorato con compagnie europee di primo piano, tra cui il Ballet Theatre di Joseph Russillo e il Ballet du XXe Siècle di Maurice Béjart, prima di trasferirsi in Italia nel 1986. Coreografo, performer, regista e insegnante, Parmantier aveva costruito una ricerca personale al confine tra danza contemporanea e teatro-danza.
Tra danza e teatro
Nei suoi spettacoli il movimento era centrato sulla relazione con lo spazio e con il pubblico. In lavori come «Tra Cielo e Terra» e «Percorso per Corpo», l'artista compariva dal fondo della sala o tra gli spettatori, superando la tradizionale frontalità della scena. La sua regia era essenziale: pochi elementi scenici, grande attenzione al ritmo del gesto e una cura precisa dell'immagine e della forza espressiva del movimento. Parmantier definiva il proprio approccio come quello di un «danzattore»: una pratica che univa la tecnica della danza all'espressività teatrale. Parallelamente all'impegno creativo, aveva sviluppato un intenso lavoro nella danza-terapia e nei progetti sociali, utilizzando il movimento come strumento educativo e di inclusione.
In trent'anni ha formato centinaia di allievi
Per oltre trent'anni ha insegnato a centinaia di allievi, contribuendo alla diffusione della danza contemporanea in Veneto e collaborando con compagnie, teatri e istituzioni culturali. Ha coniugato con determinazione la sperimentazione coreografica alla dimensione sociale e partecipativa del lavoro artistico. Il suo ricordo vive nelle coreografie, nei laboratori, negli spettacoli e soprattutto nelle centinaia di allievi che hanno incontrato il suo insegnamento: un'idea di danza capace di mettere in relazione la tecnica con una grande umanità.
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19 giugno 2026
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