A Vico Equense apre il Museo Armando De Stefano
Corriere della Sera - Cultura

A Vico Equense apre il Museo Armando De Stefano

Venerdì 19 giugno 2026
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Inaugurazione nel Palazzo Comunale di Vico. In mostra 30 dipinti e gli oggetti del maestro

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A Vico Equense apre il Museo Armando De Stefano

di Marco Molino

Inaugurazione nel Palazzo Comunale di Vico. In mostra 30 dipinti e gli oggetti del maestro

Per rielaborare sulla tela certe contraddizioni del mondo, talvolta è necessario inciderle con precisione in un profilo dolente, o al contrario bisogna stemperarle in figure indefinite che si perdono nel mito. I due momenti dell’anima e dell’espressione pittorica riescono a coesistere nelle opere del Museo Armando De Stefano che oggi alle 18.30 s’inaugura a Vico Equense nel centenario della nascita del maestro napoletano scomparso nel 2021.

Tre sale riqualificate dello storico palazzo comunale per raccogliere trenta dipinti e disegni, ma anche oggetti e arredi provenienti dalla dimora partenopea dell’artista e che hanno ritrovato una nuova casa nel piccolo centro della penisola sorrentina, per anni buen retiro del pittore e compianto insegnante dell’Accademia di Belle Arti, che proprio qui ha voluto essere sepolto. Pennelli intrisi di colore, barattoli, gessetti e fogli sparsi sembrano ancora attendere il loro padrone per riprendere il lavoro quotidiano e consentire di seguire il percorso creativo e intellettuale di Armando De Stefano, dalla stagione neorealista degli anni Cinquanta ai grandi cicli tematici tra cui la Rivoluzione napoletana del 1799 e Dafne, nei quali la riflessione storica si traduce in forme pittoriche inattese, fino al ciclo Porta di Stabia, che a partire dal 2014 piega anche l’archeologia ad un messaggio surrealista (o iperrealista).

«Abbiamo voluto rendere omaggio a un artista che ha lasciato un segno profondo nella storia dell’arte italiana del Novecento e che ha scelto questa cittadina come luogo dell’anima, instaurando con il nostro territorio un legame autentico e duraturo - ha dichiarato il sindaco di Vico Equense Giuseppe Aiello -. Questo importante risultato è il frutto della preziosa collaborazione con la famiglia De Stefano e con l’Accademia di Belle Arti di Napoli, che hanno condiviso con noi un progetto di grande spessore culturale».

Secondo la curatrice Olga Scotto di Vettimo, la stessa definizione di museo è forse riduttiva per inquadrare questo particolare allestimento. «Non è solo un luogo di raccolta – conferma – ma vuole restituire il calore della casa-studio del maestro che era vicino al Museo Nazionale di Napoli. Gli strumenti che maneggiava, le foto, il panno per pulire i pennelli e i vari oggetti che avevano spesso la funzione di spunti creativi, vogliono restituire l’impressione emotiva del suo mondo interiore».
Frammenti di una quotidianità che produceva arte, messaggi per i posteri: il cavalletto, il tavolo imbrattato di colori, la poltrona, la libreria. Un utile corollario per comprendere meglio i quadri, la narrativa dell’immagine che già raccontava la vita nei primi disegni a mano libera del giovanissimo De Stefano, gli stessi che colpirono più di un militare durante l’occupazione americana della Seconda guerra mondiale, al punto di volerlo stabilmente come ritrattista nel comando statunitense a via Toledo.
Elaborazioni pittoriche più meditate sono senz’altro quelle conservate nella sezione ispirata alle opere dello scrittore argentino Borges, elaborate da De Stefano a partire dal 2012. Dipinti cruenti, intrisi di una violenza esplicita, come Morte di un gaucho, fanno da contraltare alle inquietudini silenziose di un Servando Cardoso, quadro sospeso in una dimensione metafisica. Ma nel laboratorio di De Stefano anche la riflessione politica diventava testimonianza artistica pregna di denuncia per la sopraffazione di popoli e individui, lo sguardo tronfio dei prepotenti che nel dipinto L’elicottero sono archetipi del Male.
Armando De Stefano è stato molto attivo anche negli anni Duemila e le sue personali sono state allestite al Pan - Palazzo delle Arti Napoli (due volte) e al Museo Madre. Ma sue opere sono anche presenti in numerose collezioni pubbliche di altre città italiane, tra cui Milano e Firenze, ed estere, come Mosca, Durazzo, New York e Chicago.
Nel percorso espositivo di Vico Equense - ad accesso gratuito - sono proiettati tre documentari nei quali l’artista racconta il suo percorso di vita, gli incontri, nonché l’evoluzione dello stile e delle forme espressive che dal neorealismo dei primi anni Cinquanta lo portarono gradualmente verso una concezione più materica e visionaria. Un modo di intendere la vita che si riverberava anche in altre passioni, come la musica jazz. Non a caso, l’inaugurazione del museo sarà accompagnata proprio da un concerto jazz del New Generation Quartet che ribadirà quell’atmosfera conviviale vissuta in passato dai tanti amici che ebbero l’opportunità di essere accolti nella casa-studio di Armando De Stefano.

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