Piero Fraire, indimenticabile sindaco umanista: il docufilm nella sua Bra
Corriere della Sera - Cultura

Piero Fraire, indimenticabile sindaco umanista: il docufilm nella sua Bra

Venerdì 19 giugno 2026
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Venerdì 19 giugno la presentazione del lavoro dedicato all'ex primo cittadino della cittadina cuneese scomparso nel 2020. «Ha il valore di memoria pubblica, non di una semplice commemorazione»

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Piero Fraire, indimenticabile sindaco umanista: il docufilm nella sua Bra

di Marcello Pasquero

Venerdì 19 giugno la presentazione del lavoro dedicato all'ex primo cittadino della cittadina cuneese scomparso nel 2020. «Ha il valore di memoria pubblica, non di una semplice commemorazione»

Non amava la retorica delle celebrazioni, e forse proprio per questo la sua figura torna oggi con una forza particolare. Piero Fraire, scomparso nel 2020, apparteneva a quella generazione di amministratori per i quali la politica non era esposizione personale, ma servizio quotidiano, esercizio di responsabilità, capacità di ascolto e di visione. Oggi, nel parco del Real Castello di Verduno, la Fondazione Piero Fraire presenterà in anteprima il docufilm Piero F. dedicato a uno dei protagonisti più significativi della vita civile, culturale e amministrativa del Cuneese.

La pellicola, voluta dalla Fondazione e realizzata da Stuffilm di Bra con la regia di Stefano Scarafia e Fabio Mancari, non si limiterà, però, a ripercorrere una biografia pubblica. Attraverso testimonianze, documenti e memorie si occupa di ricostruire una stagione in cui amministrazione, cultura e sviluppo economico procedevano insieme, dentro un territorio chiamato a cambiare passo. 

Fraire fu sindaco di Bra per 11 anni, dal 1970 al 1976 e poi dal 1980 al 1985; fu consigliere regionale e provinciale, consigliere a Verduno e presidente della Cassa di Risparmio di Bra.
Fraire era prima di tutto un uomo di cultura. Aveva una preparazione storica, umanistica e musicale fuori dal comune, nutrita da studi, letture, incontri, concerti, conferenze, curiosità instancabile. Professore di storia e filosofia, poi anche di letteratura italiana, seppe lasciare negli allievi il ricordo raro di un docente capace di unire autorevolezza e prossimità. Da giornalista raccontò Bra e il suo tempo con uno stile insieme semplice e profondo, convinto che il senso civico si misuri nelle parole, ma soprattutto nei gesti e nei comportamenti.

Quel modo di guardare alle cose, insieme concreto e lungo, segnò anche la sua azione amministrativa. In anni di campanilismi tenaci, Fraire ragionava già in termini di territorio: Bra, Alba, Langhe, Roero, la provincia come sistema. Alla sua visione sono legate pagine importanti della programmazione locale: il lavoro sui servizi consortili, la gestione dei rifiuti, le acque reflue, l’idea di strumenti comuni per lo sviluppo turistico e civile. In un tempo attraversato da conflitti sociali e da fiducie nuove, seppe praticare una politica ferma ma non rancorosa, capace di mediare senza rinunciare alla direzione.

Il docufilm restituisce anche il ruolo svolto alla guida dell’ex Cassa di Risparmio di Bra, da cui sostenne iniziative editoriali, progetti culturali e percorsi di crescita dell’imprenditoria locale. Il racconto si intreccia con alcune scelte decisive per la Granda: la realizzazione del nuovo ospedale, lo sviluppo dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, la valorizzazione dei prodotti locali anche attraverso l’esperienza di Slow Food, con la contrapposizione e poi la grande amicizia con Carlin Petrini.
«La serata di Verduno avrà dunque il valore di una memoria pubblica, non di una semplice commemorazione — spiega Carla Ravera, presidente della Fondazione e promotrice del docufilm con il professor Luigi Cabutto —. Alle 19 è prevista una cena a sostegno delle attività istituzionali e dei progetti della Fondazione; alle 21.30 seguiranno il convegno e la proiezione in anteprima, con ingresso libero. Il luogo scelto non è casuale: Verduno fu per Fraire un approdo affettivo e civile, il comune al quale volle destinare parte della sua monumentale raccolta di libri, opere editoriali e collezioni musicali. Rivedere oggi quella vicenda significa interrogarsi su una parola spesso consumata: servizio. Fraire la incarnò con sobrietà, rigore, passione civile».
La voce narrante è dell’attore Paolo Giangrasso: «In un’epoca che fatica a distinguere la visione dall’improvvisazione, la memoria di Piero Fraire ricorda che amministrare una comunità richiede preparazione, pazienza, cultura e senso del limite. Non basta occupare un ruolo: occorre abitarlo con responsabilità».

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