Tra Usa e Iran è tregua, la pace è tutta da costruire
Corriere della Sera - Cultura

Tra Usa e Iran è tregua, la pace è tutta da costruire

Giovedì 18 giugno 2026
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Maturità 2026: i titoli di tutte le tracce

Tra Usa e Iran è tregua, la pace è tutta da costruire

risponde  Aldo Cazzullo

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Caro Aldo,
Trump ha annunciato che l’accordo con l’Iran è concluso, leggo di un memorandum di intesa in 14 punti. Lei ci crede che sarà un accordo di pace?
Luca Delsanto

Che succede se Netanyahu non ubbidisce a Trump? Il premier israeliano ha detto che non vuole cessare il fuoco in Libano. Per ora, il presidente Usa bofonchia, ma presto, questo conflitto latente diventerà evidente.
Massimo Marnetto

Cari lettori,
è abbastanza imbarazzante che si presenti come accordo di pace quello che è soltanto un compromesso per riaprire Hormuz e far tacere le armi. Troppe volte abbiamo scambiato una tregua per una pace. Era una tregua, nulla di più, quella tra israeliani e palestinesi a Oslo; non ha funzionato, anche perché una parte — purtroppo la parte che ha prevalso — dei due popoli non voleva la pace, non la voleva Netanyahu e non la voleva Hamas, e purtroppo Arafat e il suo erede Abu Mazen non hanno saputo o potuto cogliere l’occasione. Anche stavolta non facciamoci illusioni: l’Iran non è diventato un partner dell’Occidente, l’Iran non ha preso impegni attendibili nell’annunciare di aver rinunciato, per il momento, all’arma atomica. L’accordo non prevede che l’uranio arricchito sia consegnato ai «vincitori» o una potenza terza, magari i cinesi. Quello sì sarebbe stato il segno che Trump ha vinto la guerra. Gli iraniani si impegnano a diluire l’uranio arricchito, ma per il momento se lo tengono. E comunque i termini dell’accordo sono legati a una trattativa che deve ancora cominciare. Il negoziato non è concluso, anzi è appena agli inizi. Quello che è già fallito è il tentativo degli Stati Uniti e di Israele di dare una spallata al regime degli ayatollah. L’Europa è rimasta a guardare, e Trump si è vieppiù convinto che gli europei siano inutili, per prima l’Italia, che è l’unico tra i grandi Paesi europei ad avere un governo che Trump considera, o considerava, amico. Ora l’attenzione si sposta sulle elezioni israeliane. Vedremo se Netanyahu riuscirà a prevalere anche stavolta, sull’onda della guerra infinita, o se si aprirà uno spiraglio al negoziato che dovrebbe coinvolgere l’intero Medio Oriente.

18 giugno 2026

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