Quando si è costretti a raccontarsi delle falsità di comodo
Corriere della Sera - Cultura

Quando si è costretti a raccontarsi delle falsità di comodo

Giovedì 18 giugno 2026
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Quando si è costretti a raccontarsi delle falsità di comodo

di Ferruccio de Bortoli | 18 giugno 2026

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Uno dei risultati più apprezzabili del G7 di Evian, come scrive nel suo commento sul Corriere, Giuseppe Sarcina, è il riavvicinamento tra i principali Paesi europei e gli Stati Uniti. Anche e soprattutto a sostegno della causa ucraina. Non aveva senso, ed era assolutamente dannoso, approfondire le crepe di un rapporto atlantico del quale abbiamo più bisogno noi europei che i nostri riottosi alleati americani. Sul versante della difesa e delle tecnologie più avanzate non possiamo non collaborare. Ma nemmeno farci colonizzare dalle multinazionali digitali refrattarie ad ogni straccio di regola, non solo fiscale. 

La desertificazione industriale poi è provocata soprattutto dalla concorrenza cinese, contro la quale bisognerà pur fare qualcosa. E non restare, per esempio sul piano commerciale, troppo passivi. Ci vuole una dose di maggiore coraggio. E qualche barriera in più. La dichiarazione secondo la quale Trump ha dato prova di straordinaria leadership nel concludere (disastrosamente come nota, sempre sul Corriere Federico Fubini) appare non solo palesemente falsa ma persino sarcastica e irridente. Dopodiché le vie, anche virtuose, della diplomazia sono da sempre lastricate di bugie necessarie. Chissà che cosa si saranno detti in privato e con i loro collaboratori i vari leader, non solo europei, a margine del vertice? D’accordo non si poteva fare altrimenti. Una scelta obbligata, pragmatica. Ma non priva, ed è questo il punto che vorremmo sottolineare, di effetti negativi sull’immagine delle democrazie occidentali agli occhi dei propri cittadini e degli abitanti di altri Paesi e di altri sistemi politici ed economici. Anche di quelli in cui non esiste un’opinione pubblica. Si è fornita a poteri autoritari un’arma propagandistica insperata. La dimostrazione dell’impotenza della principale potenza mondiale (e in fondo anche dei suoi alleati). L’odioso regime liberticida di Teheran ne esce non solo rafforzato ma perfino legittimato. L’opposizione iraniana, presente in Italia con una forte comunità, non immaginava di vivere giorni così tristi.

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