La poesia profonda e leggera di Lucio Carraro
Corriere della Sera - Cultura

La poesia profonda e leggera di Lucio Carraro

Giovedì 18 giugno 2026
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L’autore trova la giusta distanza per leggere sé e gli altri, mettendo a fuoco le piccole cose quotidiane nelle liriche di «Calendarietto» (uscito da Arcari Extra) e nelle prose poetiche di «Body copy al profumo di caffè» (De Bastiani)

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La poesia profonda e leggera di Lucio Carraro

di Severino Colombo

L’autore trova la giusta distanza per leggere sé e gli altri, mettendo a fuoco le piccole cose quotidiane nelle liriche di «Calendarietto» (uscito da Arcari Extra) e nelle prose poetiche di «Body copy al profumo di caffè» (De Bastiani)

Lucio Carraro (1954)

«Essere arrivato a questa età/ e aver capito ancora niente,/ di me di tutti questi anni potrò mai perdonarmi?». Nei versi di Uscita, il componimento di Lucio Carraro che chiude Calendarietto (Arcari Extra, 2025) si colgono la leggerezza e la profondità con cui l’autore guarda a sé stesso. 

Nato a Mogliano Veneto (Treviso), Carraro (1954) è stato maestro elementare e copywriter, ha collaborato con associazioni del territorio e ricoperto la carica di assessore nel Comune dove è nato (lo stesso dello scrittore Giuseppe Berto). A dispetto del suo non «avere capito ancora niente» di sé, Carraro ha trovato la giusta distanza per leggere gli altri e il mondo: la sua è una scrittura che mette a fuoco le piccole cose del quotidiano, la natura, i sentimenti. «A quest’unghia di neve sporca d’asfalto/ somiglia la vita» è il verso che apre il componimento Gennaio di Calendarietto, in cui ogni poesia è accompagnata dai disegni di Angelo Zennaro; Aprile è un ritrovare «parole ossidate dal tempo»; in Ottobre c’è «l’aurora dell’altrove». Lo stile di Carraro è misurato, intimo, evocativo: cattura attimi di vita prima che svaniscano nel caos.
 
Carraro nel definirsi «autore periferico alla poesia» restituisce l’idea del suo stare ai margini e guardare le cose dall’esterno. Così nella raccolta Body copy al profumo di caffè (De Bastiani editore, 2022) l’autore gioca con gli strumenti del pubblicitario (la body copy è il «corpo» di un annuncio) per raccontare microcosmi della provincia veneta.

Il risultato sono prose poetiche che misurano «vite minime», esistenze salvate dalla scrittura e che altrimenti andrebbero perdute. In una di queste c’è il ritratto di un personaggio che sembra uscito dal film Le città di pianura: «Seduto nel dehor di un vecchio locale un uomo rincorreva i propri pensieri sorseggiando bollicine sotto grappoli di glicine». Tra gli altri suoi libri Il senso della lumaca e altre storie (Slow Food, 2016) e Convivio (Antiga, 2020), entrambi con prefazione di Carlo Petrini.

18 giugno 2026

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