Castello del Buonconsiglio, rinasce la Fontana dei Leoni: il restauro sarà ultimato entro l'autunno
Un lungo restauro finanziato da privati. Il problema principale è l’azione dell’acqua. Cantieri aperti anche durante le visite
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Castello del Buonconsiglio, rinasce la Fontana dei Leoni: il restauro sarà ultimato entro l'autunno
di Sara SantoliniUn lungo restauro finanziato da privati. Il problema principale è l’azione dell’acqua. Cantieri aperti anche durante le visite
Un cantiere aperto. Un’opera che racconta secoli di trasformazioni, esempio di collaborazione tra pubblico e privato nella tutela del patrimonio culturale. Al Castello del Buonconsiglio di Trento prende forma il restauro della storica Fontana dei Leoni, un intervento reso possibile con la sponsorizzazione tecnica promossa da Pellegrini spa e Villotti Group srl e affidato alle competenze di Lares Restauri. Il restauro è condotto da Lares Restauri, realtà specializzata nel recupero del patrimonio storico-artistico. A guidare il lavoro è il direttore tecnico Mario Massimo Cherido, che racconta come l’intervento sia iniziato con una lunga fase di studio e di indagine, indispensabile per comprendere la complessa storia della fontana.
Le ricerche su materiali e struttura
«La Fontana dei Leoni che vediamo oggi è il risultato di numerose trasformazioni avvenute nel corso dei secoli - spiega Cherido - : le analisi hanno permesso di ricostruire una stratificazione fatta di aggiunte e modifiche, dalle parti più antiche agli interventi successivi, con elementi come i leoni in pietra di grande pregio, probabilmente inseriti in una fase successiva della sua storia». Prima di qualsiasi intervento conservativo, chi restaura sta svolgendo ricerche sui materiali e sulla struttura dell’opera. «Restaurare non significa semplicemente pulire una superficie, ma comprendere la storia dell’oggetto e intervenire rispettandone ogni fase - sottolinea Cherido - . Il principale problema riguarda l’azione continua dell’acqua, che ha provocato depositi di calcare sulle superfici ornamentali: il lavoro prevede la rimozione controllata delle incrostazioni, il consolidamento degli elementi più fragili e la protezione dei materiali.
I tempi
Particolare attenzione è dedicata anche alla grande struttura in travertino che compone la grotta della fontana. «Le analisi hanno evidenziato un dato significativo - racconta il direttore - infatti il materiale proviene dalla Valle dei Laghi, quindi dal territorio trentino, e non da cave più note dell’Italia centrale». Molti frammenti però si sono distaccati nel corso del tempo e richiedono un paziente lavoro di fissaggio e integrazione. Il calendario dell’intervento si è allungato rispetto alle previsioni proprio per gli studi preliminari. «Abbiamo dedicato circa due mesi alle analisi per verificare la presenza di tracce pittoriche e dello stemma vescovile di cui si conservano solo alcuni indizi: una volta definito il progetto esecutivo, il restauro vero e proprio richiederà circa altri due mesi», precisa il direttore tecnico di Lares Restauri. La conclusione dei lavori è prevista entro l’autunno.
«Chi visita il Castello potrà seguire l’avanzamento dei lavori»
Dal punto di vista amministrativo, l’intervento rappresenta un modello innovativo di collaborazione, come spiega Cristina Collettini, direttrice del Museo provinciale Castello del Buonconsiglio. «È un’operazione realizzata interamente attraverso risorse private - dice la direttrice Collettini - lo sponsor sceglie di investire nella cultura ottenendo un ritorno di immagine legato a un’azione che porta beneficio alla collettività e tutela il patrimonio culturale, l’obiettivo comune è preservare e conservare il patrimonio». La cura dell’opera d’arte «è un compito che appartiene a tutte e tutti e anche alle aziende consapevoli del proprio ruolo nel territorio», aggiunge Sofia Pellegrini, ad Pellegrini spa e Villotti Group srl. Anche la Provincia autonoma di Trento guarda al progetto come a un’occasione di partecipazione e conoscenza. L’assessora alla cultura Francesca Gerosa evidenzia: «Chi visiterà il Castello del Buonconsiglio potrà seguire l’avanzamento dei lavori e osservare da vicino il restauro, è un segno di trasparenza e un modo per rendere la comunità partecipe del percorso di recupero».
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17 giugno 2026
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