Ruini era un conservatore ma non un reazionario
Ruini era un conservatore ma non un reazionario
risponde Aldo CazzulloI tuoi preferiti
Salva questo articolo e leggilo quando vuoi. Il servizio è dedicato agli utenti registrati.
Non hai un account? Registrati in 1 minutoAccediHai salvato un nuovo articolo
Trovi tutti gli articoli salvati nella tua nella sezione preferiti e sull'app Corriere News.
Caro Aldo,
ho questo ricordo del cardinal Ruini, quando negò i funerali a Welby. Prevaleva in lui l’ortodossia e il concetto medievale della Chiesa, piuttosto che quello dell’accoglienza e della diversità di Francesco. Reazionario e oscurantista. Negare i funerali religiosi a Piergiorgio Welby è stata una cosa terribile, è venuta a mancare la carità cristiana...
Gian Carlo Rami
Del cardinale Camillo Ruini rimpiangeremo la coerenza. Coerenza che manca sempre più in questo mondo perso... di persi!
Mario Taliani
Tanti di noi si ricordano quando il cardinale Ruini invitò a non votare al referendum sulla fecondazione assistita. Al tempo era un porporato assai influente nella Chiesa e fuori dalla Chiesa. Ovviamente, non si trattava di votare per un referendum qualsiasi, ma pur sempre di ricorrere a un eccezionale strumento di democrazia diretta. Sapeva che sarebbe andato incontro a dure critiche anche fra gli stessi cattolici, ma non demorse.
Alessandro Prandi
Sono profondamente addolorato per la perdita di un gigante intellettuale, di un padre spirituale che ha guidato con sapienza e maestria i vescovi italiani. Avevo sperato che diventasse Papa.
Sergio Canepa
Che ricordo ha del cardinal Camillo Ruini e che insegnamento ha lasciato?
Francesco Galante
Cari lettori,
Camillo Ruini era un conservatore, non un reazionario. Era contrario alla messa in latino, ad esempio. Per lui la tradizione non voleva dire tornare al passato, al contrario, significava trasmettere alle generazioni future il deposito della fede. La sua scelta di negare il funerale religioso a Piergiorgio Welby fu senz’altro dura. Probabilmente sbagliata. Qualcuno l’ha giudicata anche crudele. Ma dal punto di vista di Ruini era inevitabile. Per lui era necessario dare un segnale, rispettare appunto la tradizione. Il suo giudizio sul papato di Ratzinger era critico proprio perché non gli perdonava il fatto di non aver tenuto il punto, di essersi dimesso. Papa Bergoglio era troppo diverso dalla sua idea di come avrebbe dovuto essere un Papa per piacergli. Tuttavia, fino a quando Bergoglio era in vita, Ruini ha evitato di attaccarlo in pubblico, proprio perché per un uomo come lui il Papa non lo si critica e non lo si commenta, lo si ascolta. Giudicarlo con i criteri della politica laica non ha molto senso. Ruini era diverso da come veniva descritto, era un uomo di spirito, ad esempio lo divertiva il modo in cui Luciana Littizzetto lo evocava chiamandolo Eminenz. È vero che si schierò con Berlusconi, ma quando i giornali di Berlusconi attaccarono Dino Boffo, direttore di Avvenire, fece un’intervista al Corriere in sua difesa. Personalmente lo ricorderò come una persona dolce e disponibile, di cui non condividevo ovviamente tutto, ma con cui si poteva parlare di tutto, anche in dissenso. Pure i suoi avversari dentro la Chiesa gli hanno sempre riconosciuto visione politica e disponibilità al confronto.
17 giugno 2026 ( modifica il 17 giugno 2026 | 17:39)
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Le altre lettere di oggi TUTTE LE LETTERE INVIATECI LE VOSTRE LETTEREVi proponiamo di mettere in comune esperienze e riflessioni. Condividere uno spazio in cui discutere senza che sia necessario alzare la voce per essere ascoltati. Continuare ad approfondire le grandi questioni del nostro tempo, e contaminarle con la vita. Raccontare come la storia e la cronaca incidano sulla nostra quotidianità. Ditelo al Corriere.
MARTEDI - IL CURRICULUMPubblichiamo la lettera con cui un giovane o un lavoratore già formato presenta le proprie competenze: le lingue straniere, l’innovazione tecnologica, il gusto del lavoro ben fatto, i mestieri d’arte; parlare cinese, inventare un’app, possedere una tecnica, suonare o aggiustare il violino.
INVIA IL CVMERCOLEDI - L'OFFERTA DI LAVORODiamo spazio a un’azienda, di qualsiasi campo, che fatica a trovare personale: interpreti, start-upper, saldatori, liutai.
INVIA L’OFFERTAGIOVEDI - L'INGIUSTIZIAChiediamo di raccontare un’ingiustizia subita: un caso di malasanità, un problema in banca; ma anche un ristorante in cui si è mangiato male, o un ufficio pubblico in cui si è stati trattati peggio. Sarà garantito ovviamente il diritto di replica.
SEGNALA IL CASOVENERDI - L'AMOREChiediamo di raccontarci una storia d’amore, o di mandare attraverso il Corriere una lettera alla persona che amate. Non la posta del cuore; una finestra aperta sulla vita.
RACCONTA LA STORIASABATO - L'ADDIOVi proponiamo di fissare la memoria di una persona che per voi è stata fondamentale. Una figlia potrà raccontare un padre, un marito la moglie, un allievo il maestro. Ogni sabato scegliamo così il profilo di un italiano che ci ha lasciati. Ma li leggiamo tutti, e tutti ci arricchiranno.
INVIA LA LETTERADOMENICA - LA STORIA
Ospitiamo il racconto di un lettore. Una storia vera o di fantasia.
INVIA IL RACCONTOLA FOTO DEL LETTOREOgni giorno scegliamo un’immagine che vi ha fatto arrabbiare o vi ha emozionati. La testimonianza del degrado delle nostre città, o della loro bellezza.
Inviateci le vostre foto su Instagram all'account @corriere.
LO DICO AL CORRIEREOgni lunedì, la pagina lettere sarà curata dal direttore Luciano Fontana, in tutti gli altri giorni dall'inviato speciale ed editorialista Aldo Cazzullo. Accanto alle lettere e ai messaggi, ogni giorno della settimana c'è uno spazio diverso a disposizione dei lettori. Per essere pubblicati i contributi devono essere firmati con nome, cognome e città.
LE VOSTRE LETTERE, GIORNO PER GIORNO An Error Occurred: Internal Server Error