Il premio «Pellegrini di pace» alla regista tunisina Kaouther Ben Hania
Corriere della Sera - Cultura

Il premio «Pellegrini di pace» alla regista tunisina Kaouther Ben Hania

Mercoledì 17 giugno 2026
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A consegnarglielo è stata la piccola Salma, bambina palestinese arrivata a Napoli nei mesi scorsi, attraverso un corridoio umanitario

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Il premio «Pellegrini di pace» alla regista tunisina Kaouther Ben Hania

di Elena Scarici

A consegnarglielo è stata la piccola Salma, bambina palestinese arrivata a Napoli nei mesi scorsi, attraverso un corridoio umanitario

È stata la piccola Salma, bambina palestinese arrivata a Napoli nei mesi scorsi, attraverso un corridoio umanitario, a consegnare, ieri sera, nella chiesa di San Giovanni Maggiore, il premio Pellegrini di pace alla regista tunisina Kaouther Ben Hania, tra le più autorevoli voci del cinema civile contemporaneo. La serata si è aperta con la proiezione del film “La voce di Hind Rajab”, opera che racconta la tragica vicenda della bambina palestinese uccisa a Gaza, potente atto di denuncia contro l'indifferenza. Particolarmente toccante il momento della consegna del riconoscimento da parte di Salma che frequentava la stessa scuola di Hind Rajab, la protagonista del film di Ben Hania. Un gesto simbolico che ha commosso profondamente il pubblico presente.

Dopo la proiezione si è svolto un dialogo aperto sui temi della pace, della memoria e del ruolo dell'arte nei processi di giustizia e riconciliazione. A confrontarsi con la regista sono stati Nino Daniele, direttore del Comitato scientifico del Premio Pellegrini di Pace, e Laura Marmorale, presidente di Mediterranea Saving Humans. Momenti di particolare commozione si sono registrati durante la proiezione del film e nel successivo confronto con la regista, più volte interrotto dagli applausi dei presenti. Ben Hania ha ribadito la responsabilità del cinema «nel dare voce a chi rischia di essere dimenticato, raccontando le ferite dei conflitti attraverso le storie delle persone».

Il Premio Pellegrini di Pace consegnato alla regista è una scultura originale realizzata dall'artista napoletano Lello Esposito. Nel corso della serata è stato ricordato il percorso di Kaouther Ben Hania, autrice di opere che affrontano temi come i diritti umani, le migrazioni, la condizione femminile, la radicalizzazione e le conseguenze dei conflitti sulle persone più vulnerabili. Con i film “L'uomo che vendette la sua pelle” e “Four Daughters”, la regista ha ottenuto due candidature agli Oscar, affermandosi come una delle figure più significative del panorama cinematografico internazionale.
Le conclusioni dell'incontro sono state affidate a monsignor Gennaro Matino, provicario dell'Arcidiocesi di Napoli, che ha richiamato il significato profondo del Premio Pellegrini di Pace come «strumento di costruzione di ponti tra popoli, culture e religioni».

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