Sorpresa al Cimitero delle Fontanelle: spunta il teleobiettivo di Steve McCurry
Il celebre fotografo statunitense compie una visita nel sito, poi si intrattiene con i ragazzi de La Paranza per conoscere il progetto di gestione dei luoghi
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Sorpresa al Cimitero delle Fontanelle: spunta il teleobiettivo di Steve McCurry
di Elena ScariciIl celebre fotografo statunitense compie una visita nel sito, poi si intrattiene con i ragazzi de La Paranza per conoscere il progetto di gestione dei luoghi
Il fascino del Cimitero delle Fontanelle ha colpito anche lui: Steve McCurry, il fotografo statunitense tra i più grandi maestri della fotografia contemporanea. Suo il famoso "Afghan girl", la foto-ritratto di Sharbat Gula, bambina di 12 anni afghana che ha fatto il giro del mondo; ma i suoi scatti iconici sono diventati un manifesto indimenticabile di testimonianza e riscatto.
McCurry si è intrattenuto a lungo tra le cavità tufacee del Cimitero ascoltando con attenzione il racconto delle guide: «Per noi è stato un onore immenso - hanno commentato i ragazzi -. McCurry, che nella sua straordinaria carriera ha documentato culture e luoghi di ogni angolo del pianeta, è rimasto profondamente colpito dall’anima delle Fontanelle. Non solo dalla suggestione del sito, ma da ciò che rende questo posto unico al mondo: il culto delle anime pezzentelle e il legame viscerale con la comunità».
Ma il celebre fotografo non si è interessato solo alla particolarissima storia del sito, unica nel suo genere: ha voluto anche conoscere il progetto de La Paranza, la cooperativa che gestisce il Cimitero, in particolare il coinvolgimento del quartiere, sottolineando e respirando la profonda serenità che un luogo così particolare riesce a trasmettere.
«Vedere un pilastro della fotografia così interessato all'aspetto umano e sociale del nostro lavoro ci riempie di orgoglio - hanno concluso gli accompagnatori - Abbiamo avuto la conferma che la bellezza delle Fontanelle risiede proprio nella sua immutata e accogliente umanità.
Grazie a Steve McCurry per aver condiviso il suo tempo e la sua straordinaria sensibilità con noi».
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