Coprifuoco digitale
Coprifuoco digitale
di Massimo Gramellini | 16 giugno 2026I tuoi preferiti
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Sei favorevole a proibire i social e l’uso notturno dello smartphone ai ragazzi, come ha deciso il governo inglese e promette di fare quello italiano? Il mio Pagnoncelli interiore ha sondato le moltitudini che lo abitano: «Magari!» (58%), «Ma si riuscirà a far rispettare il divieto?» (37%), «Non sa, non risponde» (4%) «E allora il Pd?» (1%). La seconda domanda era: «Se togliamo i social, con che cosa li sostituiamo?». E lì, panico puro. Perché il fumo o l’alcol sono vizi, mentre lo smartphone sta diventando la vita. Di sicuro lo è già per chi prenota la cena con l’app, geolocalizza i parenti pure al bagno e trascorre il tempo libero, spesso anche quello occupato, a chattare scrollare postare. Gli stessi genitori che fanno la ola all’idea che qualcuno proibisca finalmente TikTok ai loro figli non riescono più a guardare un film o a leggere un libro senza contemporaneamente consultare la posta, aggiornare il profilo e curiosare con diritto di replica in una delle decine di chat distraenti a cui sono iscritti: a cominciare proprio da quella dei genitori. Come se un alcolista pretendesse di impedire ai figli di bere una birra o un bestemmiatore seriale vietasse ai familiari di dire le parolacce.
C’è ancora vita oltre lo schermo? L’altra notte ho costretto un adolescente ad alzare la testa dal telefono per guardare il cielo. «Che stella è quella?» mi ha chiesto. «Non ricordo, aspetta che controllo sulla app Stellarium». Il primo a cui andrebbe imposto il coprifuoco digitale sono io.
16 giugno 2026
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